Guerra dazi, Usa valutano posticipo dazi Messico. Borse euforiche

7 Giugno 2019, di Mariangela Tessa

Gli Stati Uniti stanno valutando un posticipo dell’entrata in vigore dei dazi del 5% su tutte le importazioni dal Messico. Lo riporta l’agenzia Bloomberg, secondo la quale il Messico starebbe spingendo per avere più tempo per negoziare. In teoria, senza un accordo sull’immigrazione, le tariffe doganali dovrebbero entrare in vigore il 10 giugno per poi salire gradualmente fino al 25% l’1 ottobre.

Positiva la reazione delle Borse alle indiscrezioni: Wall Street ieri sera e Tokyo questa mattina hanno chiuso le contrattazioni col segno più.

Nel frattempo, ieri il presidente americano Donald Trump ha avvertito la Cina che potrebbero presto scattare nuove tagliole sull’import di prodotti cinesi. Gli USA potrebbero infatti imporre delle tasse al 25% su 300 miliardi di prodotti d’importazione a partire dalla fine di giugno. Una evoluzione già nota, ma le parole di Trump sembrerebbero avere il sapore di una minaccia in vista dell’incontro dei due leader statunitense e cinese al G20 in Giappone.

“Deciderò nelle prossime due settimane”, ha detto Trump, facendo esplicito riferimento al periodo che seguirà il summit di Osaka. “Vedremo quel che accadrà”, ha aggiunto il presidente americano.

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Daniele Chicca 7 Giugno 201910:31

I passi in avanti fatti da Usa e Messico sul fronte delle trattative commerciali hanno contribuito a migliorare il sentiment degli operatori. In rialzo gli energetici Saipem, ENI, Enel e Tenaris. Pochi i titoli in rosso. In risalita anche il petrolio.

L’avvio di seduta è positivo per tutte le borse europee principali. Piazza Affari registra un rialzo dello 0,55%. Positivo anche il settore bancario oltre ai singoli titoli STM, Amplifon, Azimut, CNH, Leonardo, Pirelli, Prysmian, Poste Italiane. In controtendenza invece Atlantia, FCA, Recordati e Telecom Italia.

Daniele Chicca 7 Giugno 201910:31

Sul mercato obbligazionario secondario, il Bund future segna stamane in calo di 8 tick a quota 171,31, mentre lo spread Btp/Bund decennale scambia a 268 punti base, con il tasso del Btp decennale che rende il 2,45%.

Daniele Chicca 7 Giugno 201910:33

Tra le materie prime dicevamo che il greggio è in rialzo e questo aiuta il comparto energetico in Borsa. Ebbene, il contratto Wti quota 53,25 dollari al barile, in marcato rialzo sul finale della sessione asiatica.

Daniele Chicca 7 Giugno 201910:33

A proposito di Asia, le borse della regione escluso il Giappone si muovono con andamenti contrastanti con gli investitori combattuti per le incertezze delle politiche americane sul commercio internazionale e in vista dei dati sull’occupazione Usa che arriveranno nel pomeriggio e potrebbero dare il via ad un taglio dei tassi d’interesse.

I listini di Shanghai, Hong Kong e Taiwan sono inattivi per via di una festività. La borsa di Tokyo vede l’indice Nikkei 225 chiudere salendo dell’0,53%. In Giappone, nel mese di aprile le spese dei consumatori hanno registrato un calo congiunturale di 1,4% e un incremento tendenziale di 1,3% a fronte di un consensus pari a -0,3% su mese e +2,6% su anno dopo l’incremento di rispettivi 0,1% e 2,1% visto in marzo. Sempre in aprile, il leading indicator si è attestato a -0,2% dopo il -1,2 rivisto di marzo.

Daniele Chicca 7 Giugno 201912:08

Gli investitori attendono con impazienza di conoscere le cifre sul rapporto occupazionale governativo Usa, che potrebbero cambiare lo scenario di politica monetaria. Le attese sono per 175 mila nuovi posti creati a maggio, in calo dai 263 mila di aprile. Il tasso di disoccupazione dovrebbe rimanere invariato al 3,6%, mentre i salari orari medi sono visti in progresso dello 0,3% su base mensile, in rialzo dallo 0,2% di aprile.

Il report è storicamente volatile e imprevedibile: un insieme di cifre deludenti potrebbe mettere pressione non solo sui mercati ma anche sulla Fed, che potrebbe vedersi costretta a valutare un taglio dei tassi di interesse. Questo rappresenterebbe un clamoroso dietrofront rispetto all’anno scorso, quando la banca centrale era impegnata in un ciclo di strette monetarie.

Daniele Chicca 7 Giugno 201912:19

Gli analisti di ING osservano che la partenza del secondo trimestre dell’anno è stata “orribile” per l’economia tedesca. Anche gli strategist di Capital Economics si mostrano preoccupati per la debolezza della locomotiva europea. La crescita sembra che abbia subito un rallentamento negli ultimi mesi dopo il +0,4% registrato nel period gennaio-marzo.

Il calo della produzione industriale in aprile è l’ennesima prova del fatto che la Germania non è riuscita ancora a superare i problemi che hanno incominciato a interessare il settore quasi un anno fa. E dicono che “l’economia ha subito un brusco calo nel secondo trimestre”. Le turbolenze vengono sia dall’esterno che dall’interno e derivano da una certa debolezza del commercio internazionale, dalla frenata dei consumi delle famiglie e dalla confusione sui regolamenti del comparto automobilistico.

“Non ci aspettiamo alcun miglioramento a breve termine”, dice Andrew Kenningham di Capital Economics.

Daniele Chicca 7 Giugno 201915:06

Gli Stati Uniti hanno creato 75 mila posti di lavoro, un centinaio di migliaia in meno delle stime medie degli analisti di Wall Street. Le stime variavano molto, spaziando da 80 mila unità a 228 mila. Il mese precedente la prima economia al mondo ha creato 263 mila nuovi impieghi (numero rivisto da +224 mila), mentre in marzo il risultato è stato di +196 mila. Siccome il dato è da ritenere fiacco, aumentano le chance di un allentamento monetario da parte della Fed.

Sul Forex, di conseguenza, il dollaro perde terreno. I rendimenti dei Treasuries Usa a due anni scivolano all’1,81% (vedi grafico).

Daniele Chicca 7 Giugno 201915:06

Il tasso di disoccupazione è rimasto ai minimi del 3,6% mentre i salari orari sono aumentati del 3,1% su base annuale e dello 0,2% su base mensile (meno del +0,3% previsto). Il tasso di partecipazione alla forza lavoro è rimasto invariato al 62,8%. Il mercato del lavoro negli Stati Uniti è probabilmente in condizioni di piena occupazione. Sui mercati finanziari, i future sui principali indici di Borsa perdono un po’ di slancio, con i contratti sull’S&P 500 che guadagnano lo 0,15% al momento.

Daniele Chicca 7 Giugno 201915:29

Gli Stati Uniti hanno creato 75 mila posti di lavoro, un centinaio di migliaia in meno delle stime medie degli analisti di Wall Street. Le stime variavano molto, spaziando da 80 mila unità a 228 mila. Il mese precedente la prima economia al mondo ha creato 263 mila nuovi impieghi (numero rivisto da +224 mila), mentre in marzo il risultato è stato di +196 mila. 

Siccome il dato è da ritenere fiacco, aumentano le chance di un allentamento monetario da parte della FedSul Forex, di conseguenza, il dollaro perde terreno. I rendimenti dei Treasuries Usa a due anni scivolano all’1,81% (vedi grafico).

Daniele Chicca 7 Giugno 201916:03

La possibilità di un taglio dei tassi Usa favorisce l’azionario, con il Dow Jones che guadagna circa 200 punti in avvio di giornata. A guadagnare terreno sono soprattutto i titoli di Microsoft e di Apple. L’indice S&P 500 guadagna lo 0,9% con il settore tecnologico che fa meglio del resto del mercato. Il Nasdaq fa più 1,1%.

Daniele Chicca 7 Giugno 201917:45

Il debole report occupazionale Usa preoccupa gli investitori ma spinge in progresso le Borse. La Borsa di Milano ha chiuso in rialzo dello 0,91% (prova del Ftse MIB). Sul fronte obbligazionario, lo Spread tra Btp e Bund decennali scende in area 260 punti base. A inizio settimana aveva aperto a quota 290.