Economia

Guaidò torna in Venezuela dove rischia l’arresto

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“Invito i venezuelani a radunarsi in tutto il paese domani alle 11″ così ieri ha twittato Juan Guaidò, il leader dell’opposizione venezuelana autoproclamatasi presidente. Dall’Ecuador il 35enne ingegnere del partito Volontà popolare (VP) ha annunciato la sua intenzione di rientrare in Venezuela.

“Annuncio il mio ritorno a casa dall’Ecuador”, ha detto Guaidò lanciando inoltre un appello a scendere in piazza in segno di protesta in Venezuela oggi e domani. Guaidò, che è stato riconosciuto da oltre 50 paesi, ha invitato il presidente Nicolás Maduro a dimettersi ma quest’ultimo insiste sostenendo di essere il presidente legittimo appoggiato da Cina, Russia e Cuba.

La Corte Suprema venezuelana ha imposto un divieto di viaggio a Guaidò dopo che quest’ultimo ha proclamato la sua presidenza ad interim. Tornando in patria rischia dunque l’arresto per violazione del divieto.

Mentre Guaidò esorta la gente a scendere in strada e protestare in massai, il Consigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, avverte Maduro. Il falco John Bolton ha scritto su Twitter: “Qualsiasi minaccia o azione contro il suo ritorno sarà accompagnata da una risposta forte e significativa” .

Mogherini: danno a Guaidò sarebbe grave

Nel frattempo, il capo della politica estera dell’Ue, Federica Mogherini, ha dichiarato che qualsiasi danno a Guaidò “rappresenterebbe una grave escalation di tensioni” e sarà oggetto di condanna internazionale. Dopo aver attraversato il confine con la Colombia il mese scorso, Guaidò ha visitato diversi paesi dell’America Latina. Ha incontrato anche il Vice Presidente degli Stati Uniti Mike Pence in Colombia e il nuovo Presidente del Brasile Jair Bolsonaro. Milioni di persone sono fuggite dal paese e Guaidò ha incontrato alcune di loro domenica in Ecuador.

Nel frattempo, Maduro ha chiuso le frontiere nel tentativo di fermare gli aiuti umanitari internazionali. La paura del regime venezuelano è che la scusa degli aiuti sia usata per infiltrare armi e forze anti governative. In un’intervista a Il Fatto Quotidiano l’autoproclamato presidente ad interim del Venezuela Juan Guaidò si è appellato ai generali dell’esercito perché il passaggio tra regime e democrazia sia il meno doloroso possibile dal punto di vista delle vite umane.

“Maduro esercita tutte le pressioni possibili per evitare lo smembramento delle forze armate e poter continuare a esercitare il potere. Ai militari noi garantiamo quanto prescritto dalla Costituzione: partecipate attivamente al periodo di transizione o niente amnistia”.