Gross: investitori illusi se pensano di guadagnare soldi

30 Marzo 2016, di Daniele Chicca

NEW YORK (WSI) – Non c’è più tempo da perdere, le banche centrali devono agire per impedire una nuova recessione. È l’allarme lanciato da Bill Gross di Janus Capital. L’ex Ceo di Pimco, il maggiore fondo obbligazionario al mondo, ha detto che la crescita globale non più aspettare. Perché, si chiede Gross nel suo consueto investment outlook mensile, gli investitori dovrebbero investire in asset rifugio come i Bund che rendono meno di zero? La risposta non è scontata: “non conoscono abbastanza bene la storia dell’antica Grecia”.

“Un buon gestore di bond deve essere per un terzo un buon matematico, per un terzo un buon economista e per un terzo un buon trader”, si ricorda di aver detto una volta Gross. È vera in particolare la prima parte dell’assunto. Per giustificarsi, il consulente di investimenti cita il paradosso di Zenone, spiegando quanto sia importante averlo bene in mente per capire che sperare di guadagnare denaro in un contesto di tassi bassi o sotto zero è una mera illusione.

Tutti abbiamo studiato a scuola il primo e secondo paradosso del filosofo greco. Il primo afferma che partendo dal presupposto che non si può giungere all’estremità di uno stadio senza prima aver raggiunto la metà di esso, non si potrà nemmeno riuscire mai a raggiungere l’estremità dello stadio. Una volta raggiunta la metà dello stadio, si dovrebbe infatti raggiungere la metà della metà rimanente, e così via all’infinito, senza quindi mai completare la corsa e arrivare alla meta. Il secondo, simile, è quello di Achille che non riuscirebbe mai, nemmeno dopo un infinito numero di passi, a raggiungere la tartaruga se le lasciasse un piede di vantaggio.

“Gli interessi sotto zero sono reali, ma gli investitori si illudono di riuscire comunque a guadagnare dei soldi. Gli investitori che comprano Bund a cinque anni che rendono meno 30 punti base pensano – o meglio si auto convincono – che che non raggiungereanno mai il traguardo, ossia la scadenza di quel titolo”.

Lo pensano perché il bond a quattro anni rende ancora meno (-40 punti base) e quindi il titolo a cinque anni salirà di prezzo. Se il tasso a quattro anni resta invariato nei prossimi 12 mesi come ha più o meno promesso Mario Draghi della Bce l’investitore privato riuscirà in effetti a guadagnare qualche soldo l’anno prossimo (10 punti base, la differenza di rendimento tra le due scadenze sopra citate) e auto compiacersi per aver schivato la trappola dei tassi negativi.

Il 30-40% dei mercati obbligazionari del mondo industrializzato sconta tassi negativi e ben il 75% dei titoli giapponesi rende meno di zero. Gli investitori non se ne curano, continuano a comprare i bond ad alto rendimento e persino i titoli azionari per evitare la trappola del paradosso di Zenone. Ma tutti gli asset finanziari hanno un valore che si basa sui tassi di interesse a breve termine, il che significa che se un acquirente di Bund perde denaro, un investitore in titoli di Borsa non guadagnerà altrettanto, bensì “molto, molto meno del previsto” e anzi potrebbe persino incassare perdite.

“I tassi sono ormai allo zero o in territorio negativo da anni nei mercati industrializzati e pensare che i premi di rischio dei bond ad alto rendimento e delle azioni, così come i rapporti tra prezzo di mercato e stime sugli utili non si siano adattati a questo mondo di tassi bassi è come credere nel paradosso di Zenone”.

La cruda verità, secondo Gross, è che gli investitori non possono guadagnare soldi se i soldi non rendono nulla o rendono meno di zero.