GREGGIO: PREVISIONI PREZZI BREVE E MEDIO TERMINE

31 Agosto 2001, di Redazione Wall Street Italia

Secondo alcuni analisti di Wall Street il prezzo del petrolio e’ destinato a scendere del 14%, a $24 a barile dagli attuali $28, nel 2002.

Il calo dei prezzi sarebbe dovuto a un aumento delle attivita’ di perforazione e a un calo della domanda globale a causa della diffusa debolezza economica.

Secondo l’Energy Information Administration, un ente di ricerca federale, il greggio dovrebbe raggiungere i $27 al barile nel 2002. Il consensus di una stima di Thompson Financial/First Call, una societa’ di ricerca, nel prossimo anno il greggio potrebbe raggiungere addirittura i $23,68 a barile.

Fred Leuffer, analista di Bear Stearns, sostiene che il greggio potrebbe addirittura sfindare sotto i $20. Ma non e’ in grado di spiegare l’attuale rialzo dei prezzi.

Nel breve termine, infatti, la dinamica rimane opposta e secondo le aspettative di case di brokeraggio come Merrill Lynch i prezzi sono destinati a crescere sotto la prtessione di diversi fattori:

– in seguito al calo di produzione nella prima meta’ dell’anno da parte dei principali operatori del settore, il processo di raggiungimento del prodotto finito (benzina) sui mercati di consumo viene rallentato

– le scorte di petrolio si sono ridotte notevolmente, e i paesi dell’OPEC (Organization of Petroleum Exporting Countries) non hanno per ora aumentato la produzione per coprire la differenza. Anzi, a partire da sabato 1 settembre l’OPEC ha deciso di tagliare di un milione di barili al giorno la produzione totale. Complessivamente quest’anno l’OPEC ha tagliato la produzione giornaliera di 3,5 milioni di barili.

Steven Pfeifer, analista di Merrill Lynch ha recentemente affermato che il calo delle scorte negli USA pone la stessa minaccia emersa nel 1999, quando i prezzi del greggio erano schizzati a $35 al barile a causa dello stesso problema.