Greenspan: preparatevi a stagflazione mai vista dagli Anni 70

1 Agosto 2017, di Daniele Chicca

L’era di espansione fiacca dell’attività economica senza nemmeno un accenno di surriscaldamento dell’inflazione è destinata a terminare. Ma non con un’accelerazione della crescita bensì con un incremento dei rialzi dei prezzi al consumo.

Lo ha pronosticato parlando a Bloomberg Alan Greenspan, ex presidente di lungo corso della Federal Reserve. In altre parole, secondo l’illustre banchiere ed economista, gli Stati Uniti devono prepararsi a una fase di stagflazione di una intensità tale che non si vedeva dagli Anni 70.

Non sono buone notizie per l’economia americana che ultimamente, nel secondo trimestre, ha visto una crescita del Pil pressoché dimezzata rispetto a quella registrata nei primi tre mesi dell’anno. Le Borse Usa continuano senza sosta, seppur a ritmo moderato, a salire e aggiornare record assoluti, favorite anche dalle trimestrali societarie in linea di massima positiva.

Ma tutto potrebbe presto cambiare, quando l’economia numero uno al mondo entrerà, secondo le previsioni di Greenspan per lo meno, in un territorio inesplorato da più di 40 anni: quello della stagflazione.

“Dal 2008 attraversiamo un periodo di stagnazione: è la conseguenza di un netto calo degli investimenti di capitale e di un incremento della produttività sempre minore”, osserva Greenspan lanciando poi l’allarme di una reflazione.

Nell’intervista telefonica con l’agenzia di stampa americana, Greenspan ha infatti aggiunto che la stagflazione sta per tornare a farsi viva. “Stiamo per entrare in una fase economica completamente diversa, ci stiamo muovendo verso una stagflazione che non si vedeva dagli Anni 70 e questa non è una bella notizia per i prezzi degli asset finanziari”.

In tema di performance di mercati più stretta, per Greenspan i mercati sono sopravvalutati ma non c’è nessuna bolla in corso di formazione. Quello a cui devono prestare estrema attenzione gli operatori di mercato invece è il valore dei Bond: con l’avvio del processo di normalizzazione dei tassi da parte delle banche centrali bisognerà infatti stare molto attenti a quando i prezzi dei Bond saliranno di livello.

Colui che ha ricoperto il ruolo di governatore della Federal Reserve dal 1987 al 2006 sostiene che i tassi reali di lungo termine sono troppo bassi sotto ogni punto di vista e quindi per questo insostenibili. Quando si muoveranno al rialzo, lo faranno velocemente e saranno guai perché tale scenario non è scontato dal mercato.