Grecia: si scioglie il Parlamento, si torna alle urne il 25 gennaio

31 Dicembre 2014, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) -Il Parlamento greco è stato sciolto oggi dopo la disfatta del premier Antonis Samaras, che non è riuscito a ottenere un numero sufficiente per far eleggere il suo candidato alla Presidenza della Repubblica.

Stando a quanto dichiarato dalla Camera, le elezioni anticipate si svolgeranno il 25 gennaio prossimo e il nuovo Parlamento si riunirà per la prima seduta il 5 febbraio. (Lna)

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ROMA (WSI) – Allarme Fitch per la situazione in cui versa la Grecia. In un comunicato diffuso nella giornata di oggi, l’agenzia di rating sottolinea che le elezioni anticipate nel paese aumentano i rischi finanziari, e aggiunge che l’incertezza politica rimarrà elevata per mesi, anche dopo il ritorno alle urne previsto per il prossimo 25 gennaio.

“Se il partito di opposizione di sinistra Syriza si aggiudicherà la maggioranza dei voti, riceverà un bonus di 50 seggi e dunque farà parte di qualsiasi governo che sarà formato. Syriza si è mantenuta in vantaggio nei sondaggi rispetto al partito di centro destra Nuova Democrazia. Tuttavia, questo vantaggio si è assottigliato nelle ultime settimane”.

Di conseguenza, “nel caso in cui la formazione di una nuova coalizione non fosse possibile, la Grecia dovrà tornare di nuovo al voto, fattore che prolungherà ulteriormente l’incertezza politica”.

Due gli scenari descritti da Fitch: il primo prevede un impasse con la Troika, combinato con il mancato accesso ai mercati per finanziarsi. In questo caso, le casse dello stato finirebbero per esaursi entro l’estate. Nel secondo scenario, l’economia potrebbe finire sotto pressione a causa di nuovi flussi di capitali in uscita. Entrambi i fattori metterebbero a rischio le trattative tra un eventuale nuovo esecutivo della Grecia e i creditori stranieri.

Fitch non intravede però un rischio in un governo guidato da Syriza e parla della possibilità che, in questo caso, un compromesso con la Troika sia comunque possibile. E questo perchè a suo avviso “il leader Alexis Tsipras ha moderato la posizione del suo partito dal 2012, impegnandosi a garantire un avanzo primario e a onorare i debiti che la Grecia deve onorare verso l’Fmi e i creditori privati”. Detto questo, con Syriza, “il programma di privatizzazioni finirebbe molto probabilmente in una fase di stallo completo”. Un eventuale governo guidato da Tsipras potrebbe anche puntare alla rimozione delle tasse sulle proprietà immobiliari e di conseguenza “il rischio fiscale complessivo salirebbe”.

Intanto il premier Antonis Samaras, in occasione del suo incontro con il presidente Karolos Papoulias, ha detto chiaramente che le elezioni decideranno se la Grecia rimarrà o meno nell’Unione europea. “Questa lotta determinerà se la Grecia rimarrà in Europa”, ha detto. (Lna)