Grecia: prelievo 15% su conti estero e tassa per chi ritira contanti

27 Maggio 2015, di Redazione Wall Street Italia

ATENE (WSI) – Le trattive tra Grecia e creditori sono ancora congelate su riforma dell’Iva, del sistema pensionistico e del mercato del lavoro. Nel frattempo prende piede l’ipotesi di imporre un prelievo del 15% sui depositi dei cittadini greci che non sono stati dichiarati all’estero. Il prelievo coatto sarà pari al doppio per fare rientrare nella legalità i conti in Grecia.

Si tratterebbe, nelle parole del ministro delle Finanza greco, Yanis Varoufakis, di una sorta di scudo fiscale. Il professore di economia dell’Università del Texas ha garantito che il prossimo 5 giugno la Grecia pagherà la rata del prestito otteneuto dall’Fmi.

Per farlo prima bisognerà trovare un’intesa con i creditori europei. L’impressione è che il compromesso sarà al ribasso per le autorità di Atene, con Syriza che non potrà mantenere tutte le promesse anti austerity fatte in campagna elettorarle.

Varoufakis ha detto di aver preso anche in considerazione la possibilità di tassare i prelievi di contante dagli sportelli del bancomat. L’idea è incoraggiare le transazioni elettroniche tracciabili, per aiutare il governo a combattere l’evasione fiscale, una delle pieghe del paese indebitato fino al collo. Per il momento tuttavia il piano anti contante non sembra trovare il sostegno della maggioranza di governo.

Intanto i risparmiatori greci sono sempre più preoccupati per il futuro delle loro finanze. Kathimerini riporta che ben 300 milioni di euro sono stati ritirati dai conti bancari” soltanto nella giornata di ieri, “più della media giornaliera”.

Si acuiscono i timori sull’imposizione di controlli di capitali, che potrebbero scattare addirittura già nel prossimo fine settimana. E ora, proprio le indiscrezioni sull’applicazione di una tassa sui prelievi rischia di scatenare una nuova corsa agli sportelli.

(DaC-Lna)