Grecia: per scongiurare default preleva fondi anche dalla sanità pubblica

25 Marzo 2015, di Redazione Wall Street Italia

ATENE (WSI) – Aprile è il mese più crudele, recita l’incipit del poema ‘Terra Desolata’ di T.S. Eliot. È quanto mai vero per la Grecia. Ad Atene è aperta la caccia alle risorse per poter rimanere finanziariamente a galla, mentre cresce l’ansia dei risparmiatori che continuano a prelevare soldi dai conti in banca.

Oltre a dover ripagare 450 milioni di euro al Fondo Monetario Internazionale entro il 9 aprile, Atene deve pagare 1,7 miliardi di euro in stipendi e pensioni alla fine del mese. Sia il governo greco sia le autorità dell’area euro ritengono che non ci siano i soldi per coprire entrambi.

Ecco perché, per scongiurare un default sull’enorme debito pubblico da 172 miliardi, l’esecutivo si è visto costretto a fare appello ai fondi del servizio di sanità pubblica e della metro di Atene.

A complicare le cose, nel giorno in cui i greci festeggiano l’indipendenza nazionale, ci hanno pensato anche le nuove direttive della Bce, che ha imposto restrizione sull’emissione di debito greco a breve termine.

Secondo il Wall Street Journal la banca centrale europea ha raccomandato alle banche elleniche di non aumentare l’esposizione al debito governativo nazionale. L’esposizione della Bce alla Grecia ha raggiunto i 100 miliardi di euor.

Allo stesso tempo, in una misura separata, la Bce ha alzato ancora una volta, a 71 miliardi di euro, i limiti dei fondi di liquidità supplementare (ELA) da fornire alle banche elleniche. È una buona notizia, perché significa che non dovrebbero finire i soldi domani. Ma è anche una cattiva notizia, perchè significa che gli istituti continuano a riscontrare una corsa agli sportelli.

I funzionari dell’Ue sperano che l’incontro maratona svoltosi in notturna tra il premier greco Alexis Tsipras e la cancelliera tedesca Angela Merkel finirà per sbloccare l’impasse sull’implementazione dei 7,2 miliardi di euro di aiuti esterni, per il momento congelati.

La condizione sine qua non chiesta ad Atene è una lista di nuove riforme che sia congeniale ai paesi dell’area euro creditori. Ma le autorità hanno già fatto sapere che sebbene l’elenco sia stato presentato per l’autorizzazione a chi di dovere, prima dovrà passare in ogni caso al vaglio degli ispettori della troika.

(DaC)