Grecia: paese bloccato dallo sciopero generale contro riforma pensioni

4 Febbraio 2016, di Mariangela Tessa

NEW YORK (WSI) – Dopo lo sciopero dei giornalisti di ieri, oggi in Grecia è il gran giorno della mobilitazione generale contro la riforma delle pensioni. Il paese oggi è bloccato dalla più dura iniziativa sindacale da quando è al governo Alexis Tsipras. 

Lo sciopero di oggi è il quinto da quando a luglio ha accettato di prorogare l’austerità per evitare l’uscita dal’eurozona, rinnegando le promesse di rottura del rigore che l’avevano portato al potere a gennaio 2015.

I trasporti sono bloccati, chiuse le stazioni di servizio, negli ospedali vengono trattate solo le emergenze. Anche medici, avvocati, notai e ingegneri civili sono chiamati alla mobilitazione.

La contestazione arriva mentre il governo di Alexis Tsipras tenta di chiudere con i creditori l’intesa sul progetto di riforma, che andrà a metà febbraio all’esame del parlamento.

Dal 2010 le pensioni sono già state tagliate 11 volte, per una riduzione media del 41%. La riforma Tsipras – che mira a risparmiare 1,8 miliardi di euro all’anno (l’1% del PIL) è chiesta dai creditori FMI, UE e BCE in cambio della concessione di 86 miliardi nel mese di luglio – prevede un’unificazione dei sistemi e la loro razionalizzazione, ma anche maggiori contributi da parte di lavoratori dipendenti e liberi professionisti. Da qui la protesta: per i sindacati gli aumenti contributivi e l’aumento di altre tasse farà sì che alcune categorie verseranno il 75-80% dei loro incassi allo Stato.

Va ricordato che la previdenza greca è ormai al collasso, ben oltre il livello di sostenibilità. Alcuni dati per capire meglio la situazione: un miliardo di deficit per la Ika (la previdenza dei lavoratori dipendenti), 540 milioni quello del fondo pensionistico dei liberi professionisti, 6 miliardi l’anno di omissione contributiva per il sistema previdenziale e pensionistico.