Grecia lotta contro ipotesi default, l’outlook dell’euro

28 Settembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Legnano – Ottima performance delle borse quella vista ieri, soprattutto qui in Europa, e buoni movimenti sia sul fronte valutario, sia su quello delle materie prime.

Tutto sta succedendo sulla scia della percezione che il mercato sta avendo, circa la reazione delle istituzioni europee di fronte alla crisi dei debiti sovrani: essa sembra infatti credibile agli occhi di molti analisti ed il fatto che, nemmeno delle smentite arrivate ieri da qualcuno sulla possibilità di ampliare realmente il Fondo Salva Stati abbiano fatto fermare i movimenti partiti in mattinata, è testimonianza del fatto che il mercato crede che qualcosa sia alle porte. Qualcosa di importante.

Intanto dalla Grecia ci arrivano buone notizie, in quanto è stata approvata la nuova tassa sulle proprietà che, essendo impopolare, rappresentava una prova di forza e credibilità da parte del governo di Papandreou.

Questa approvazione che ci fa capire che la Grecia sta facendo di tutto per evitare un default, potrebbe far ricevere al Paese un nuovo piano di aiuti ma, sinceramente, crediamo che la situazione non sia delle più rosee e che questo continuo comprare tempo non si trasformerà in qualcosa di sostenibile che darà alla Grecia la possibilità di uscire definitivamente da questo circolo vizioso.

Detto questo è stata lanciata una proposta concreta da Barroso per l’introduzione della Tobin Tax a partire dal 2014: si punta a ricavare qualcosa come 45 miliardi di euro da questa manovra, ma adesso è presto per pensarci e far scontare l’informazione nei prezzi; i problemi su cui dobbiamo concentrarci maggiormente rimangono la crisi dell’area euro (la Merkel a proposito ha ribadito a gran voce che si tratta di una crisi del debito, non dell’euro – che va bene praticamente soltanto per la Germania, questo lo aggiungiamo noi) ed i nuovi stimoli monetari che arriveranno dagli Usa ma sui quali si concentrerà il mercato soltanto dopo aver fissato le idee qui nel vecchio continente.

Le parole servono a poco, soprattutto in una situazione del genere, dove continua ad essere difficile riuscire a prendere posizionamenti di medio periodo. Affidandoci ai livelli tecnici però, troviamo delle ottime possibilità di trading che possono essere sfruttate, utilizzando leve finanziarie basse e ordini di stop a protezione delle proprie posizioni.

Partiamo come di consueto dall’euro dollaro. La rottura di 1.3590 è stata momentanea ma decisa, tant’è che la quotazione ha raggiunto il livello di 1.3670 prima di ripiegare e tornare sotto 1.3600. Con questa salita abbiamo assistito anche alla rottura della trendline discendente che accompagna il movimento dalla fine di agosto e per ora, tale linea, ha invertito il ruolo che ha ricoperto fin’ora, diventando un supporto dinamico da seguire. Se ci manteniamo sopra 1.3500 dunque, il trend discendente sarà interrotto e si apriranno le strade per una fase di accumulo prima di vedere dei tentativi di estensione a rialzo, che potranno avvenire con la rottura dei massimi di ieri ed obiettivo in area 1.3750. Se ricominciamo a puntare l’1.3600 è possibile valutare una rottura veloce di quel livello con accelerazione fino ai massimi di ieri.

Per quanto riguarda il UsdJpy, ieri ci ha regalato una bella salita fino a quasi raggiungere 77.00, il punto tanto atteso dai trader laterali che non hanno esitato ad aprire posizioni corte, per rivedere la mediana del range che seguiamo da ormai una dicina di giorni. Su un grafico orario ci siamo appoggiati ora alla EMA100, mentre su un 4 ore siamo appoggiati sulla EMA21, il che ci suggerisce che 76.50 sia il supporto di breve da osservare per evitare discese verso 76.10.

Stessa situazione dell’EurUsd per l’EurJpy, che ieri ha rotto la trendline ribassista tracciata a partire dalla fine di agosto. Il supporto di breve è praticamente in test adesso, passa per 113.70 ed una sua rottura porterebbe ad accelerazioni fino ad almeno 103.00. Lo scenario opposto, che risulta essere il più probabile a nostro parere, vede lo possibilità di raggiungere 105.00 sulla rottura del 4 figura.

Molto bella la situazione tecnica del cable, che ha rotto la parte alta del canale rialzista individuabile su time frame inferiori al giornaliero, senza tuttavia estendere fino a 1.5750 (proiezione altezza canale e corrispondenza di massimi precedenti). 1.57 figura è il livello che è stato in grado di frenare la salita della sterlina, che ora si sta appoggiando alla EMA21 sul grafico orario, media che potrebbe funzionare come supporto dinamico su questi movimenti repentini di mercato. Obiettivo i massimi di ieri.

Osservando un grafico orario del UsdChf, vediamo come si stia sviluppando un èpiccolo canale rialzista che tanto assomiglia ad una bandiera di continuazione ribassista. Due gli spunti da trarre da questo grafico. Il fatto che i prezzi stiano scambiando sotto la EMA100 ed il fatto che la media passi per 0.9000, livello tondo e psicologico molto sentito dal mercato. Se tale livello dovesse tenere, ci dirigeremmo verso 0.8900.

Situazione ibrida quella che vediamo sull’EurChf, dove ci troviamo nei pressi di 1.2200 all’interno di un triangolo testimone del fatto che la volatilità sta diminuendo. I punti per valutare delle entrate in stop sulle rotture passano per 1.2220 e 1.2180, gli obiettivi sono, rispettivamente, 1.2300 ed 1.2150, supporto più importante dopo l’intervento della SNB.

Terminiamo con l’AudUsd, che fino a quando si mantiene sopra 0.9830 ha ancora la possibilità di provare a puntare la parità. 0.9900 la resistenza da sfondare per arrivare, per lo meno, ai massimi di ieri, in area 0.99 ¾.

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