Grecia, l’euro ai minimi di 6 settimane rimane volatile

10 Maggio 2011, di Redazione Wall Street Italia

(in aggiornamento)

Milano – Rimane la volatilità sul mercato dei cambi e in particolare sul rapporto euro/dollaro che al momento è quasi piatto a quota $1,4361. Dopo i sell in Asia e sui primi scambi in Europa, motivati con la tragedia greca e con la decisione di Standard & Poor’s di tagliare nuovamente il rating di Atene, l’euro aveva fatto uno scatto in avanti beneficiando delle indiscrezioni su un possibile accordo per salvare la Grecia.

La moneta unica era arrivata durante le contrattazioni asiatiche a scendere fino a 1,4285 dollari (quotazioni in tempo reale), in ribasso rispetto alla quotazione Bce di ieri di 1,4397 dollari. E, nella giornata di ieri, era arretrata fino a $1,4254.

“C’è molta incertezza sull’outlook di lungo termine, ed è per questo che stiamo assistendo a movimenti così volatili”, ha detto in una intervista a Reuters Lee Hardman, strategist del mercato valutario presso BTM-UFJ. “I continui problemi dei paesi periferici, insieme alla crescita moderata dell’economia dell’eurozona, potrebbero frenare la Bce dall’alzare i tassi, togliendo così alla moneta unica il suo principale sostegno”.

Di fatto, l’euro continua a oscillare nervosamente a seconda dei rumor che provengono dal fronte della Grecia. Diverse sono state le indiscrezioni e le smentite negli ultimi giorni. Oggi l’euro ha prima dato un qualche segnale di vitalità, complici le voci di mercato relative ad aiuti alla Grecia da 60 miliardi di euro. Ma poi la smentita del rumor ha riportato la moneta unica indietro.

Da segnalare che ieri l’agenzia S&P ha tagliato il rating sulla Grecia, minacciando ulteriori downgrade. In un contesto del genere dove l’avversione al rischio si riaffaccia, il destino della valuta europea rimane un rebus.