Grecia di nuovo in piazza contro l’austerity

31 Maggio 2018, di Alessandra Caparello

ATENE (WSI) – La Grecia di nuovo paralizzata dall’ennesima manifestazione di piazza contro le misure di austerity previste dal governo con la conclusione del terzo e ultimo piano di salvataggio.

Ieri uffici pubblici e scuole sono rimasti chiusi, così anche i controllori di volo e i medici – tranne per emergenze –  hanno deciso di incrociare le braccia in segno di protesta. Voli a terra, così fermi anche treni e traghetti. La più grande compagnia aerea greca Aegean e la regionale Olympic Air hanno annullato diversi voli. Oltre 10mila lavoratori, giovani e pensionati hanno aderito allo sciopero. Secondo la polizia circa 8mila persone hanno sfilato ieri ad Atene muniti di cartelli e striscioni con su scritto niente riduzione salariale, nessun licenziamento, non saremo schiavi nel XXI secolo. Momenti di tensione quando la polizia è intervenuta con i lacrimogeni per impedire che circa 200 persone marciassero contro la sede della Confindustria greca.

Uno sciopero che è l’ennesima riprova della stanchezza del popolo greco vessato da anni di austerità. dal 2010 i greci hanno perso oltre un quarto del loro reddito a causa della crisi finanziaria dicono i sindacati Gsee e Adedy e da qui la protesta.

Il governo guidato da Alexis Tspiras sta per concludere  un terzo pacchetto di salvataggio concordato con i partner europei e supervisionato dal Fmi. Dall’inizio della crisi, circa otto anni fa, la Grecia ha ricevuto 260 miliardi di euro, in prestiti di salvataggio, in cambio di misure di austerità che hanno portato a licenziamenti settoriali, aumenti delle tasse e duri tagli pensionistici. Misure che hanno stremato la popolazione.

Alexis Tsprias, che ha perso nei sondaggi, ha comunque promesso nel periodo post di ripristinare la contrattazione collettiva e di aumentare il salario minimo.