Grecia: corsa contro il tempo per svendere beni statali

24 Aprile 2018, di Alessandra Caparello

Atene corre ai ripari per tentare di chiudere l’ennesimo programma di salvataggio nel mese di agosto e svende alcuni beni statali. Era il 2015 quando la Grecia ha ricevuto un programma di aiuti da 86 miliardi di euro (105,04 miliardi di dollari) ed è stata così obbligata a vendere diverse imprese statali per rilanciare la sua economia.

Ma l’assistenza finanziaria è destinata a cessare quest’estate anche se il paese non ha  ancora portato a termine tutte le privatizzazioni richieste dai creditori internazionali.

“Nel complesso, il quadro non è omogeneo e i progressi compiuti in alcuni settori sono compensati dai ritardi registrati in altri”, come ha affermato una relazione della Commissione europea pubblicato a marzo.

Nel 2017, i proventi delle privatizzazioni hanno raggiunto 1,4 miliardi di euro, un importo inferiore di 0,5 miliardi di euro rispetto all’obiettivo che il paese aveva concordato con i creditori europei a luglio dello stesso anno. In totale, il programma di salvataggio comprende 19 privatizzazioni e tra questi figurano la vendita di 10 autorità portuali, di beni immobili, della Posta ellenica e dell’approvvigionamento idrico di Atene, per citarne solo alcuni.

Emblematico il caso della vendita del porto di Salonicco, uno dei più grandi porti marittimi greci con una capacità di traffico annuale di 16 milioni di tonnellate, nevralgica porta d’ingresso per i Balcani e l’Europa sudorientale. Ci sono stati diversi ostacoli che hanno ritardato la vendita del porto. Ad ottobre, ad esempio, l’offerente principale – il consorzio di Deutsche Invest Equity Partners, Belterra Investments e Terminal Link – non aveva ancora indicato alle autorità greche la società che avrebbe gestito il porto. Di conseguenza, il Consiglio di Stato greco per la revisione contabile non è stato in grado di approvare l’accordo. La vendita, che avrebbe dovuto concludersi nel 2017, si è conclusa solo il mese scorso. Il controvalore dell’operazione è stato pari a 1,1 miliardi di euro.

Anche la riqualificazione del sito dell’ex aeroporto di Atene, Hellinikon, ha incontrato diversi ostacoli, tra cui questioni forestali e archeologiche. La Grecia deve chiudere l’operazione entro giugno, tra circa due mesi. Tra le altre azioni principali che la Grecia deve intraprendere prima di giugno troviamo anche la vendita del 66% della DESFA (operatore del gas naturale), un nuovo pedaggio a pagamento entro aprile per l’autostrada Egnatia , la vendita di una quota di HELPE (Hellenic Petroleum) , del 17% di PPC (Ente pubblico per l’energia elettrica).

Per alcune privatizzazioni, i creditori chiedono che le tappe fondamentali siano completate prima di agosto, con la conseguenza che i proventi di tali accordi arriveranno solo dopo che la Grecia avrà concluso il programma. Quindi privatizzazioni in forse come afferma anche alla CNBC, Danae Kyriakopoulou, chief economist del think tank OMFIF (Official Monetary and Financial Institutions Forum).

“E’ possibile che il governo raggiungerà l’obiettivo delle privatizzazioni ma molto dipenderà dai rendimenti del rischio, dall’ambiente del mercato, dalle tensioni geopolitiche”