Grecia confisca depositi. Tsipras rinuncia ad alzare salario minimo

27 Aprile 2015, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Aumentano i controlli di capitali in Grecia. Dopo aver obbligato le amministrazioni locali a trasferire le loro riserve nelle casse dello stato centrale, il governo di Atene, reduce da una nuova fallimentare riunione dell’Eurogruppo, avrebbe deciso di optare per la confisca dei depositi dei piccoli debitori.

Stando a quanto riporta Kathimerini, non ci sono ancora cifre ufficiali relative alla nuova operazione lanciata dalle autorità fiscali: tuttavia, la confisca colpirebbe anche un cittadino con un debito di appena 200 euro.

Il conto bancario dell’uomo in questione è stato congelato e riaperto una volta che è stato appurato che i debiti del correntista erano stati saldati. In diversi casi, come quelli di un cittadino con un debito di 24.000 euro, sono intervenuti ufficiali giudiziari, che hanno ricorso anche a minacce per essere sicuri di far cassa.

L’iniziativa è stata avviata in concomitanza con i lenti progressi negli sforzi volti a colpire i cittadini più ricchi.

Passando alla cronaca di attualità, Atene ha finito i soldi e avrà bisogno di un terzo, forse anche di un quarto e quinto piano di salvataggio. Per poter sbloccare una nuova tranche di aiuti la Grecia presenterà ai creditori internazionali un elenco di riforme riviste mercoledi. Secondo le indiscrezioni la Germania si sta pertanto preparando a un ‘piano B’ per evitare il peggio. Ieri pare si sia svolto un colloquio telefonico tra il cancelliere Angela Merkel e il premier ellenico Alexis Tsipras.

Nella ‘Bild’ si legge che Tsipras avrebbe contattato, oltre ad Angela Merkel, anche il presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem nell’intento di persuaderli sulla necessità di fare concessioni finanziarie ad Atene e convocare un nuovo vertice straordinario già in settimana.

Secondo il quotidiano federale, il premier greco si sarebbe rivolto al cancelliere perché Atene è sempre più prossima all’esaurimento dei fondi. Anche Jeroen Dijsselbloem, presidente dell’Eurogruppo, avrebbe parlato con il più alto rappresentante del governo ellenico.

Il fatto che Dijsselbloem abbia dichiarato che il terzo piano di salvataggio della Grecia non sarà di grande portata, significa due cose: o la Grecia viene ‘scaricata’ o il debito mastodontico viene ristrutturato posticipando alcune scadenze. Il tutto mentre le autorità locali si sono rifiutate per il momento di trasferire i loro soldi al governo centrale, come stabilito da un decreto approvato di recente.

In cambio Tsipras si preparerebbe a fare grandi concessioni. Stando a quanto afferma ancora Bild, il premier sarebbe prossimo a dire addio all’aumento del salario minimo, tra le promesse che avevano contrassegnato la sua campagna elettorale. Intanto è rally per i mercati azionari europei e per i bond greci; incide la notizia di un rimpasto nel team politico incaricato delle trattative con i creditori.

Il governo di Atene ha creato di fatto una nuova squadra, sotto l’egida del vice ministro degli Esteri Euclid Tsakalotos, professore di economia di 55 anni apprezzato dai creditori e caratterizzato dai toni più pacati del professore dell’Università del Texas. Il ruolo di Varoufakis è stato ridimensionato. Il ministro comunque resterà il supervisore delle negoziazioni con gli stati membri dell’Eurozona e con l’Fmi.

I mercati scommettono sull’uscita di scena di Varoufakis, considerando che la stessa opposizione ha invocato le sue dimissioni. “Deve dimettersi oggi per facilitare il lavoro a Tsipras”, ha detto Dora Bakoyanni, del partito Nuova Democratia.

Per affrontare i prossimi caldissimi negoziati, il capo del Tesoro ellenico Yanis Varoufakis ha deciso di rinnovare il team politico incaricato di intavolare le trattative con i creditori europei. Gli interlocutori stanno studiando un modo per bypassare Varoufakis e il mercato premia l’ipotesi.

(Lna-DaC)