Grecia: comanda sempre la Troika. 110 isole in vendita

26 Maggio 2014, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – La Troika continua a presentare un conto salato alla Grecia, alimentando l’euroscetticismo e la rabbia contro l’Unione europea, sentimenti ormai consolidati nel paese.

I risultati delle elezioni europee confermano il boom del partito di sinistra Syriza di Alexis Tsipras, oltre il 26%. Bene anche il gruppo di destra neonazista Alba dorata, con il 9,3%. Tutto questo mentre Atene sigla un nuovo accordo con la Troika – ergo Unione europea, Fmi e Bce – e riesce ad assicurarsi aiuti per 8,8 miliardi di euro. A una condizione: continuare a privatizzare.

Ecco dunque la notizia di ben 110 spiagge greche – in particolare della costa di Afandou – che sono state messe in vendita dall’agenzia di privatizzazione Hellenic Republic Asset Development Fund (TAIPED). “Bisogna vendere queste terre – dice un dipendente – ora, e subito. Dite alla Russia e al Qatar di fare in fretta!”.

“Siamo come una casalinga in bancarotta che è costretta a vendere il suo argento per salvare la propria famiglia – gli fa eco una donna – la Grecia non ha scelta”.

Diversa l’opinione di Yiannis Milios, responsabile economico del partito Syriza, che preferisce partnership tra il pubblico e il privato, piuttosto che l’opzione della vendita diretta: “Dobbiamo mantenere la proprietà di tutti i nostri asset, non venderli al migliore offerente. L’esperienza dimostra che la privatizzazione di beni pubblici è una idea molto cattiva. Nel caso dell’acqua, per esempio, si assiste al peggioramento della qualità e all’aumento dei prezzi, effetto completamente sbagliato”.