Governo, timori ingerenza Russia: Giorgetti vola in Usa

5 Marzo 2019, di Alessandra Caparello

La vera sfida è con la Cina, non con la Russia. Così il sottosegretario leghista Giancarlo Giorgetti ha pensato dopo la visita negli Stati Uniti dove ha incontrato il genero del presidente Trump, Jared Kushner, e il segretario al Tesoro Mnuchin.

Gli americani hanno sollevato la questione del rapporto con Mosca in merito soprattutto all’allarme lanciato di recente dagli stessi servizi dell’intelligence americana su ingerenze del Cremlino nelle Europee di maggio.

Non ci sono state contestazioni sulle posizioni della Lega, ma in generale è stata espressa la preoccupazione per questa presenza dei russi un po’ ovunque.

Così LaStampa  riporta le parole di Giorgetti la cui missione negli States era spiegare di persona cosa sta facendo il governo. L’amministrazione americana non è preoccupata per la stabilità del governo italiano, ma chiede un esecutivo credibile. In tema di politica estera, gli interlocutori americani hanno chiesto anche a Giorgetti perché Roma non ha ancora appoggiato il presidente ad interim venezuelano Guaidó.

In merito il sottosegretario ha spiegato che questa prudenza dipende in parte dalla presenza di una forte comunità italiana nel Paese, e in parte dalle posizioni degli alleati di governo ossia i Cinque Stelle.

Ma se avvenisse qualche fatto nuovo, come l’arresto di Guaidó, non credo che il nostro governo potrebbe restare neutrale.

Con questo incontro Giorgetti pare abbia tentato di smarcare la Lega dai Cinque Stelle additando la colpa dei ritardi nell’avvio di nuovi cantieri proprio agli alleati di governo.

Negli Stati Uniti vogliono un governo italiano credibile. Sta a noi essere credibili e prendere le decisioni giuste per il nostro Paese. Ho chiarito che questo governo deve andare avanti per fare le cose che sono state decise, c’è un contratto da rispettare.