Governo: Conte premier, ora braccio di ferro sull’economia

24 Maggio 2018, di Mariangela Tessa

Ottanta giorni dopo il voto, si sblocca finalmente l’impasse sul nuovo governo: dopo un lunghissimo incontro, durato quasi due ore, Sergio Mattarella ha incaricato Giuseppe Conte di formare il nuovo governo, con il sostegno di Lega e Movimento 5 Stelle. Conte ha accettato – come da formula di rito – con riserva.

Giurista e docente universitario di 54 anni, Conte ha detto che il suo governo dovrà cimentarsi da subito con i negoziati in corso sul bilancio della Ue, sulla riforma del diritto di asilo e sul completamento dell’Unione bancaria. Piatti forti dei prossimi vertici europei e su cui il presidente Mattarella ha insistito molto, dopo le elezioni del 4 marzo.

“Il governo – ha elencato – dovrà cimentarsi da subito con i negoziati in corso sui temi del bilancio europeo, della riforma del diritto d’asilo e del completamento dell’unione bancaria: è mio intendimento impegnare a fondo l’esecutivo su questo terreno costruendo le alleanze opportune e operando affinché la direzione di marcia rifletta l’interesse nazionale”.

Conte ha inoltre sottolineato che:

E’ mio intendimento che la direzione di marcia rifletta gli interessi nazionali”, ha detto Conte in un discorso di pochi minuti davanti alle telecamere – dopo essere rimasto due ore a discutere col presidente – rivendicando l’intento di “dar vita a un governo dalla parte dei cittadini, che difenda i loro interessi”. “Mi propongo di essere l’avvocato difensore del popolo italiano”, ha aggiunto il premier incaricato, il cui nome era stato fatto a Mattarella per la prima volta circa due settimane fa dal M5s, per poi essere indicato formalmente da Luigi Di Maio e Matteo Salvini lunedì scorso.

Complessa, però, la partita sulla squadra di governo. La composizione della lista dei ministeri è infatti ancora un rebus. Certamente Conte e Mattarella dovranno lavorare in stretto contatto per definire una squadra che appare largamente già costruita all’esterno da Lega e Movimento Cinque stelle. Prevedibile che ora il capo dello Stato darà corpo e pesa alle sottolineature espresse nelle scorse settimane. Paletti chiari piantati dal Colle sulla politica estera, il rispetto dei Trattati, anche economici, e degli accordi internazionali. Temi fondamentali che impattano principalmente su tre ministeri: Esteri, Difesa e Economia.

E proprio sull’Economia si annuncia battaglia: la Lega insiste sul nome di Paolo Savona, economista esperto e capace che però da anni ha virato su posizioni fortemente critiche su Unione e Euro.  Indiscrezioni circolate nel pomeriggio davano in pole position per via XX Settembre Giancarlo Giorgetti.