Governo, con 20 anni di ritardo PD vuole risolvere conflitto di interessi

7 Maggio 2015, di Redazione Wall Street Italia

Con venti anni di ritardo il centro sinistra pare intenzione finalmente a mettere fine ai conflitti di interesse in Italia.

Il governo vuole portare “nelle prossime settimane” e comunque entro giugno in Parlamento una nuova legge sul tema, “dibattuto da vent’anni dopo l’ingresso in politica di Silvio Berlusconi, dominus del sistema tv ed editoriale in Italia”, come scrive Reuters.

La notizia la dà in anteprima il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi, che ha concesso un’intervista al Corriere della Sera, edizione di oggi.

“Il conflitto di interessi, lo porteremo in aula già nelle prossime settimane. Ora è in commissione, chiederemo la calendarizzazione entro giugno”, ha detto Boschi, molto vicina al premier nonché segretario democratico Matteo Renzi,

Non si conoscono ancora i dettagli della riforma. “Se tanti dei nostri ex leader ed ex premier avessero messo lo stesso impegno o la stessa tenacia che hanno messo nelle scorse settimane sui dettagli dell’Italicum non toccherebbe a noi e avremmo già una legge”.

Il riferimento è alle polemiche della minoranza Pd alla legge elettorale, approvata definitivamente lunedì scorso dalla Camera con i voti contrari di una quarantina di deputati democratici che fanno capo all’ex segretario Pier Luigi Bersani e all’ex premier Massimo D’Alema.

Dopo il voto sull’Italicum ieri Giuseppe Civati, il deputato ex alleato e poi avvresario di Renzi alle primarie, ha annunciato la propria uscita dal Pd. L’ex alleato di Renzi che dalle primare del PD si è poi sempre più distanziato dal primo ministro, entrerà a far parte del gruppo misto.

Boschi ha anche confermato che il governo è aperto a modifiche sulla riforma costituzionale e sull’elezione indiretta del Senato, pur affermando che la maggioranza ha i numeri necessari ad approvare anche a Palazzo Madama il disegno di legge uscito dalla Camera.

Il governo considera “migliorabile” anche la riforma della scuola, ha detto Boschi. Martedì scorso la maggioranza dei docenti ha partecipato allo sciopero indetto da tutti i sindacati contro il disegno di legge denominato “La buona scuola”.