Goldman Sachs: “petrolio sta per capitolare”

9 Maggio 2017, di Daniele Chicca

Dopo essere scesi ai minimi da novembre, ovvero da quando l’Opec ha trovato un’intesa per la riduzione dei livelli di produzione di petrolio sino a fine giugno 2017, i prezzi del greggio sono vicini alla “capitolazione” definitiva. In una nota intitolata “Oil Nearing Capitulation” (“Petrolio vicino alla capitolazione“), gli analisti di Goldman Sachs avvertono infatti che il prezzo del petrolio sta per ripiegare.

Citando il persistente incremento della produzione di gas di scisto negli Stati Uniti, la banca americana ha detto che le sue previsioni per un valore di 50 dollari al barile per il contratto del Brent presentano “evidenti rischi al ribasso”.

La settimana scorsa sui mercati energetici le quotazioni del contratto sul Brent hanno perso il 10% mentre il future analogo americano Wti ha violato la soglia al ribasso dei 45 dollari al barile. Ormai un petrolio a 40 dollari non è più uno scenario tanto lontano. Al momento scambia poco sopra l’area dei 46,20 dollari al barile.

Per rispondere al balzo dell’offerta di petrolio di scisto in Usa, l’Arabia Saudita e la Russia hanno segnalato che intendono trovare un accordo per l’estensione del taglio alla produzione, di 1,8 milioni di barili al giorno, oltre il mese di giugno. Si parla di altri nove mesi di tempo.

Oggi i contratti sul petrolio Wti e Brent hanno provato a reagire dopo i cali pesanti degli ultimi tempi, ma continuano a essere compromessi dai fondamentali. Le paure di un rallentamento della domanda e un previsto incremento delle scorte di greggio in Usa favoriscono i ribassisti in un mercato che ormai ha perso fiducia nella capacità dell’Opec di riequilibrare la bilancia di domanda e offerta.