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Da Goldman Sachs i nuovi bond a tasso misto denominati in dollari Usa

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Goldman Sachs arricchisce la propria gamma di strumenti quotati sul mercato MOT di Borsa Italiana con una nuova obbligazione a tasso misto. Parliamo del bond decennale denominato in dollari statunitensi emesso lo scorso 20 gennaio 2017, codice ISIN XS1457442025, che eroga al termine dei primi due anni un coupon al tasso lordo fisso del 6% e successivamente variabile rispetto al tasso Libor USD a 3 mesi.

La nuova obbligazione di Goldman Sachs ha una durata di 10 anni ed è negoziabile per un valore nominale di 2.000 dollari statunitensi. Alla fine dei primi due anni, il 20 gennaio 2018 e 20 gennaio 2019, il bond eroga una cedola fissa pari al 6,00% lorda, circa il 4,44% netto ipotizzando un’imposta sostitutiva pari al 26%.

Nei successivi 8 anni il rendimento della cedola dipenderà sì dall’andamento di un tasso variabile come il Libor USD a 3 mesi, ma avrà un range di fluttuazione limitato tra un minimo dell’1,75% ed un massimo del 4%. Condizioni che rendono interessante l’investimento in un periodo storico caratterizzato da rendimenti dei titoli obbligazionari che si confermano su livelli decisamente contenuti.

Una delle caratteristiche fondamentali da valutare correttamente prima di effettuare ogni decisione di investimento sul bond rimane la valuta di denominazione: tutti i pagamenti, capitale e flussi cedolari, infatti, verranno regolati in dollari statunitensi esponendo l’investitore italiano al rischio diretto di cambio tra le due valute (euro/dollaro). In altre parole l’eventuale deprezzamento del dollaro americano rispetto all’euro avrà un impatto negativo sul controvalore in euro delle obbligazioni stesse; ragionamento da ribaltare in positivo nel caso di rivalutazione del dollaro rispetto all’euro.

Per questo motivo il prodotto finanziario può essere inteso come parte integrante di un portafoglio finanziario che sia volto a diversificare il rischio complessivo dello stesso andando, in maniera tattica, a cogliere le opportunità presentate dall’investimento in valuta statunitense.

Ricordiamo che, come per tutti gli investimenti di natura finanziaria, l’investitore su questa obbligazione è esposto al rischio di credito dell’Emittente, ossia al caso in cui l’Emittente non sia nel tempo in grado di adempiere agli obblighi connessi all’obbligazione. Un fattore che potrebbe esporre l’investitore al rischio di perdita parziale o dell’intero capitale investito.

In questo caso l’Emittente è Goldman Sachs International, società che al momento dell’emissione del bond può contare su giudizi solidi da parte delle maggiori società di rating internazionale: A1 da Moody’s, A+ da S&P e A da Fitch.

Ricordiamo infine che il rendimento complessivo dell’investimento dipenderà, oltre dalle cedole incassate e dall’andamento del cambio euro dollaro, anche dal prezzo di acquisto e di vendita dell’obbligazione. Escludendo la possibilità di default dell’Emittente, infatti, il 100% del valore nominale dell’obbligazione sarà pagato esclusivamente alla scadenza del bond stesso, ossia al 20 gennaio 2027. Prima di allora l’investitore avrà comunque la possibilità di acquistare o vendere l’obbligazione su Borsa Italiana ai prezzi di mercato: una possibilità da non sottovalutare che lascia all’investitore la facoltà di liquidare l’investimento anche prima della scadenza naturale dello stesso.