Goldman Sachs: Italia come Plutone, la più lontana da Eurozona

3 Giugno 2019, di Mariangela Tessa

Nessuno peggio dell’Italia. Quando di si parla di debito, sembra che Roma non abbia più rivali in Europa. Tanto che Goldman Sachs, la banca d’affari americana, in una nota interna ripresa dal Sole 24 Ore, ha paragonato il Belpaese all’ultimo pianeta del sistema solare: Plutone, quello più lontano dal Sole dell’Eurozona.

Secondo quanto scrive il quotidiano economico, riportando il report di Goldman Sachs:

“La Grecia sta diventando Nettuno, mentre l’Italia si sta muovendo verso l’estremità del sistema solare, tutta sola, diventando il pianeta più lontano. Non un bel posto dove stare, soprattutto se si ha un debito come quello italiano”.

Un paragone, quello della banca d’affari Usa, che nasce dall’analisi dei rendimenti dei titoli di stato:

“Dal primo gennaio 2018, cioè prima delle elezioni del 4 marzo  – si legge sul quotidiano economico –  l’Italia è l’unico Paese che ha registrato un aumento dei rendimenti dei titoli di Stato. Sia sulla scadenza quinquennale (da 0,68% a 1,84%) sia su quella decennale (da 1,97% a 2,67%). Gli altri Paesi dell’Eurozona – inclusi Spagna, Portogallo, Grecia e Irlanda – hanno visto scendere i rendimenti. Questo significa che oggi noi siamo costretti a pagare tassi d’interesse più alti rispetto a un anno e mezzo fa per indebitarci, mentre gli altri pagano meno. E questo a parità di politica monetaria della Bce, che è uguale per tutti”.

Tutto questo avviene nonostante i fondamentali dell’economia sia buoni soprattutto se paragonati alle economie periferiche dell’Eurozona. Chi investe in titoli di Stato, cioè presta soldi all’Italia, ha due grandi preoccupazioni.

“Uno: l’aumento del debito pubblico e la mancanza di volontà politica di ridurlo. Due: le insinuazioni no-euro di una parte della maggioranza di Governo. Il debito è aumentato anche in passato, vero, ma i Governi mostravano almeno la volontà di arginare il fenomeno. Il Governo attuale meno: continua anzi a proporre politiche in deficit. Inoltre nessun esponente della maggioranza in passato aveva mai messo in dubbio l’appartenenza dell’Italia all’euro: questo oggi pesa sui BTp, perché ogni volta che lo scontro con Bruxelles s’infiamma il mercato lo interpreta come la possibile anticamera di Italexit” conclude l’articolo.