Goldman Sachs: il ceo Solomon risponde alle denunce degli analisti sommersi di lavoro

23 Marzo 2021, di Mariangela Tessa

Dopo le pesanti accuse piovute pochi giorni fa da un gruppo di analisti, impiegati presso Goldman Sachs, che non hanno esitato a definire il lavoro presso la big bank Usa “disumano”, l’amministratore delegato del gruppo, David Solomon, rompe il silenzio e afferma di aver preso le denunce “molto seriamente”.

In un messaggio registrato, inviato domenica sera ai 34.000 dipendenti della banca in tutto il mondo, Solomon ha affermato che la società di Wall Street sta intraprendendo ulteriori azioni per affrontare le questioni sollevate nella presentazione trapelata la scorsa settimana.

Un piccolo gruppo di analisti appena assunti della divisione investment banking ha denunciato turni di lavoro massacrati, fino a 100 ore alla settimana, che mettono gravemente a rischio la loro salute mentale e fisica.

“La privazione del sonno, il trattamento da parte di banchieri senior, lo stress mentale e fisico. Questo va oltre il concetto di duro lavoro’, questo è disumano, è un abuso”, ha spiegato uno degli analisti.

Goldman Sachs promette: lavoriamo per migliorare la situazione

La riposta di Solomon non si è fatta attendere a lungo:

“Immagino che molti di voi abbiano visto la presentazione che un gruppo di analisti ha recentemente condiviso con la loro direzione sulla loro mancanza di equilibrio tra lavoro e vita privata”, ha detto l’amministratore delegato, secondo una trascrizione vista dal Guardian. “Si tratta di qualcosa che io e il mio team stiamo prendendo molto sul serio”.

Solomon ha poi spiegato che il personale junior sta affrontando “una nuova serie di sfide” a causa del lavoro a distanza, e ha riconosciuto che alcuni membri del personale si sono sentiti in dovere di essere collegati 24 ore su 24, 7 giorni su 7. “Non è facile e stiamo lavorando duramente per migliorare la situazione.”

Allo stesso tempo, il numero uno della banca Usa ha affermato che metterci quello “sforzo in più” per andare oltre i propri limiti può fare la differenza per la banca.

“E’ una gran cosa che un gruppo di analisti si sia rivolto al management” Ma “ricordatevi”, ha insistito nel videomessaggio registrato, “se tutti facciamo quello sforzo in più per il nostro cliente, anche quando sentiamo che stiamo raggiungendo il nostro limite, può davvero fare la differenza nella nostra performance”.

Ricordiamo che tra Solomon è tra i capi di azienda più contrari al lavoro da remoto. La sua contrarietà è tale da aver definito lo smart working “un’aberrazione che deve essere corretta il prima possibile”.