Goldman Sachs e altre 15 big banks indagate dalla Ue per abusi e speculazioni su derivati e CDS

29 Aprile 2011, di Redazione Wall Street Italia

Roma – Il mercato dei Credit default swaps (Cds) è finito nel mirino dell’antitrust Ue: e, con esso, ben 16 banche, tra cui compaiono i nomi ben noti di Goldman Sachs, JP Morgan, Citigroup e Deutsche Bank.

La Commissione europea ha deciso di avviare due indagini per capire se le banche in questione si siano messe d’accordo nel dare informazioni di mercato a Markit, la società principale fornitrice di informazioni finanziarie nel mercato dei CDS. Le autorità di regolamentazione esamineranno anche se nove di queste banche abbiano concluso accordi di natura anti-competitiva con l’Ice Clear House, la società di compensazione dei derivati, impedendo ad altri operatori di partecipare al mercato.

“L’assenza di trasparenza sui mercati può tradursi in un comportamento di abusi e facilitare la violazione delle leggi sulla concorrenza – ha reso noto, stando a quanto riporta Bloomberg, Joaquin Almunia, commissario della Ue alla concorrenza – Spero che la nostra indagine contribuirà a migliorare il funzionamento dei mercati finanziari”.

L’inchiesta deve essere considerata nell’ambito delle recenti dichiarazioni di altre autorità di regolamentazione globali, che stanno tentando di rendere più stringenti le regole sul mercato dei credit-default swap. Oltre all’Unione europea, sul mercato stanno indagando separatamente anche il Regno Unito e gli Stati Uniti: in questi casi si vuole anche approfondire il dubbio secondo cui le banche si sarebbero messe d’accordo per manipolare il tasso interbancario di Londra.

Le banche coinvolte nell’indagine lanciata dall’Ue sono, oltre a quelle su citate, Bank of America Merrill Lynch, HSBC, Barclays, BNP Paribas, Wells Fargo Bank/Wachovia, Commerzbank, Morgan Stanley, Royal Bank of Scotland, UBS, Crédit Agricole, Société Générale, Crédit Suisse First Boston.

La seconda indagine, quella che coinvolge l’Ice, valuterà se le tariffe preferenziali concesse a nove banche abbiano urtato la concorrenza. Le nove banche sono: Bank of America Corporation, Barclays Bank plc, JP Morgan Chase & Co, Citigroup Inc, Goldman Sachs Group Inc., Morgan Stanley, UBS AG, Crédit Suisse Group AG e Deutsche Bank AG.

Amelia Torres, portavoce della Commissione europea, si è così espressa: “Stiamo cercando di capire se i principali attori dei mercati si siano comportati in modo negativo, raggiungendo accordi anti-competitivi o abusando di una possibile posizione dominante”.

Nessun commento è arrivato per ora da Deutsche Bank, Commerzbank, JP Morgan, BNP Paribas, Morgan Stanley, RBS, Goldman Sachs; anche l’ICe di Atlanta non ha rilasciato alcuna dichiarazione, nonostante sia stata contattata. Silenzio anche da parte di Giles Croot, portavoce di Barclays, e Teresa Chick, portavoce di Markit.