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Goldman Sachs cambia rotta sui tagli: addio maxi-sforbiciate, via a interventi graduali

Goldman Sachs archivia, almeno per questa primavera, il tradizionale approccio alle riduzioni di personale su larga scala. Secondo quanto riportato da Business Insider, l’istituto avvierà a partire da aprile una serie di tagli progressivi, distribuiti nel corso dei mesi estivi, in luogo del consueto intervento unico. Si tratta di un cambio di rotta rispetto alla storica “Strategic Resource Assessment” (SRA), il processo interno con cui la banca eliminava in un’unica fase fino al 5% della forza lavoro globale. I primi taglia sono attesi già ad aprile. Si proseguirà sulla stessa direzione durante l’estate.

Più potere alle divisioni operative

Il nuovo modello attribuisce maggiore discrezionalità ai responsabili delle diverse linee di business, che potranno decidere tempi e modalità degli interventi. L’obiettivo è rendere più flessibile la gestione delle risorse umane, evitando di concentrare le decisioni in un’unica finestra temporale.
Le riduzioni interesseranno tutte le principali aree: dall’investment banking alla gestione patrimoniale, senza tuttavia raggiungere — secondo le anticipazioni — i livelli dello scorso anno, quando il target poteva arrivare a circa 2.300 posizioni.

Dalla banca sottolineano come il monitoraggio continuo degli organici rientri in una normale prassi per una società quotata. In questa prospettiva, i tagli non rappresentano un intervento straordinario, ma parte di un processo costante di valutazione delle performance. Non direttamente collegata ai nuovi interventi è, secondo le fonti, la strategia “One Goldman Sachs”, lanciata nell’ottobre scorso e orientata a una maggiore integrazione delle attività e all’uso dell’intelligenza artificiale per migliorare l’efficienza operativa.

La mossa di Goldman Sachs si inserisce in un quadro più ampio di revisione dei costi nel settore finanziario e tecnologico. Altri grandi gruppi hanno già annunciato riduzioni significative degli organici, tra cui Amazon e Citigroup, mentre anche società software come Atlassian e Block hanno avviato programmi di ridimensionamento.

Ricavi in crescita, ma pressione sui costi

Nonostante il cambio di approccio sui tagli, Goldman Sachs conferma una dinamica finanziaria complessivamente solida ma non priva di elementi di pressione. Nel quarto trimestre la banca ha superato le attese sugli utili grazie soprattutto alle attività di trading azionario e alla divisione asset e wealth management, che hanno generato circa 900 milioni di dollari di ricavi in più rispetto alle stime.

Nel dettaglio, l’utile per azione si è attestato a 14,01 dollari, sopra le attese di mercato (11,67 dollari secondo LSEG), mentre l’utile complessivo è salito del 12% su base annua a 4,62 miliardi di dollari. I risultati sono stati sostenuti dalle performance delle attività nei mercati dei capitali.

I ricavi trimestrali si sono invece fermati a 13,45 miliardi di dollari, in calo del 3% rispetto all’anno precedente e leggermente sotto le previsioni (13,79 miliardi). La flessione è attribuita in parte alla cessione del portafoglio di prestiti legati alla Apple Card a JPMorgan Chase e alla chiusura anticipata dell’accordo con Apple.

Un quadro che evidenzia come, accanto alla crescita della redditività, resti centrale la gestione dei costi e dell’allocazione del capitale, anche attraverso interventi mirati sugli organici.