Goldman Sachs: 9 temi di investimento che segneranno il 2022

11 Novembre 2021, di Alberto Battaglia

Gli analisti guardano già al 2022 dopo un 2021 ricco di soddisfazioni per l’investimento azionario. Goldman Sachs ha stilato la lista dei dieci temi economico-finanziari che potrebbero caratterizzare il mondo degli investimenti nel corso del prossimo anno.

Goldman Sachs, i temi di investimento del 2022

La crescita economica globale, dopo l’impatto del Covid subito nel 2020, ha ripreso a marciare con vigore nel 2021. Quello che accadrà nel prossimo anno, secondo l’ultimo rapporto firmato dagli analisti di Goldman Sachs, somiglierà a un rallentamento da “sprint a maratona”. Una crescita globale che si manterrà sopra il trend del potenziale di lungo periodo di circa un un punto percentuale, a +4,5%. Questa normalizzazione del ritmo ridurrà il potenziale di crescita del mercato azionario. E’ questo, effetti, il primo tema di investimento segnalato da Goldman Sachs.

  1. Rendimenti più moderati. “Pensiamo che il percorso complessivo degli asset rischiosi sia destinato ad appiattirsi dopo due anni forti”, ha scritto GS, “l’equilibrio tra il rallentamento della crescita e l’allentamento della paura dell’inflazione sarà probabilmente una dinamica chiave che si sposterà nel corso dell’anno: i venti favorevoli ciclici saranno probabilmente più forti all’inizio dell’anno, mentre il sollievo dell’inflazione è più probabile in seguito”.
    “A fronte di una traiettoria più piatta per gli asset di rischio, pensiamo che le migliori opportunità arriveranno sempre più nei momenti in cui il mercato diventerà troppo pessimista sulla longevità della ripresa”, ha aggiunto la banca d’affari americana.
  2. La riduzione delle crisi di offerta. Il secondo trend previsto da GS è un miglioramento dell’equilibrio fra domanda e offerta di beni che, nel corso del 2021, aveva alimentato l’inflazione. “Un parziale recupero dell’offerta l’anno prossimo dovrebbe contribuire ad allentare le pressioni sui prezzi in alcuni settori”, hanno scritto gli analisti, sostenendo che il mercato non abbia ancora prezzato completamente il raffreddamento atteso per l’inflazione nel prossimo anno.
  3. Presto per ridurre i rischi in portafoglio. “Anche se riteniamo che le prospettive generali nel 2022 saranno probabilmente meno favorevoli agli asset di rischio rispetto agli ultimi due anni, pensiamo che sia ancora troppo presto per abbandonare un atteggiamento prociclico su base strategica, almeno per le principali economie sviluppate”, ha affermato GS.
  4. Materie prime ancora in auge. “Le commodity sono state tra i maggiori vincitori degli ultimi 18 mesi e la nostra visione strutturalmente rialzista – basata su un sottoinvestimento sostenuto in un’ampia gamma di mercati – rimane una parte fondamentale delle nostre prospettive”, hanno affermato gli analisti. “I metalli (rame, alluminio e nichel) rappresentano l’area in cui riteniamo che il rischio di un brusco aumento dei prezzi sia più alto, dato che le scorte continuano nei mercati già finemente bilanciati, mentre il minerale di ferro rimane quella in cui vediamo il minor potenziale di rialzo”.
  5. Le politiche monetarie verso il rialzo. Ormai i rischi per l’inflazione si sono spostati al rialzo e le banche centrali “stanno cambiando rotta”. Dopo Nuova Zelanda e Norvegia, che hanno già rialzato i tassi, nel 2022 sarà il turno dei big. “La Fed inizierà il tapering del Qe alla fine di questo mese e la Bce ha annunciato che il suo programma Pepp finirà probabilmente a marzo, mentre la Bank of Canada e la Bank of England probabilmente aumenteranno entrambi i tassi verso la fine dell’anno”, ha scritto GS, “i mercati dovranno abituarsi all’aumento dei rendimenti nelle principali economie fino al 2022”.
  6. L’uscita della Bce dai tassi negativi. Secondo Goldman Sachs questo sarà soprattutto un argomento di discussione, ma la fine dei tassi negativi in Eurozona è considerata “probabile nel 2024, forse nel 2023”. Con quali implicazioni? Potrebbe tornare sotto la lente “la sostenibilità fiscale italiana”. Per il 2022 rimane previsto un livello degli spread contenuto nell’Area euro.
  7. La Cina accetterà una crescita più moderata. Secondo Goldman Sachs la Cina continua ad offrire buone opportunità di investimento nonostante “la pervasiva negatività sulle esposizioni che vediamo ora”. Anche la previsione di crescita del Pil di GS è del 4,8% e “può implicare un’accelerazione sequenziale nel migliore dei casi, e la stabilità nel peggiore”. Secondo la banca americana i bond governativi cinesi “offrono rendimenti attraenti, diversificazione” e beneficiano di venti favorevoli grazie agli afflussi di capitali verso gli indici che li includono.
  8. Il “ritorno” dei settori colpiti dal Covid. “La prima fase di riapertura dell’anno scorso è coincisa con un boom del commercio manifatturiero, che ha portato a una significativa ristrettezza nel trasporto dei container”, hanno affermato gli analisti di GS, “ma se gli Stati Uniti e l’Europa riescono a superare questo inverno senza una grande recrudescenza del Covid e nuove restrizioni, i settori dei servizi rimasti indietro, specialmente i viaggi e il turismo, potrebbero osservare una fase di investimento ruggente”.
  9. I rischi da mettere in conto. “I rischi legati a Covid sono la più evidente sfida al quadro ciclico” secondo Goldman Sachs, anche se non sono gli unici. “Altri rischi macro includono il fiscal drag degli Stati Uniti, il deleveraging della Cina, una più persistente inflazione e le pressioni sui tassi. Da tenere in debita considerazione anche le elezioni presidenziali in Francia, in Brasile e le midterm negli Stati Uniti.