Gli smartphone andranno in pensione prima di quanto ci si aspetta

26 Aprile 2017, di Alberto Battaglia

Gli smartphone andranno in pensione entro un decennio, così come i device che ne prenderanno il posto. Una visione che sembra fantasiosa ma i cui semi, anche nel terreno finanziario, sono già stati piantati. A ipotizzare una tabella di marcia del futuro dei device è stato Matt Weinberger su Business Insider, dividendo il percorso in tre fasi principali.

 

Nella prima, quella più facilmente visibile sin d’ora, gli smartphone – declinazione “touch” e portatile del personal computer – saranno arricchiti di funzioni di comando vocale sempre più precise e sofisticate che bypasseranno sempre di più l’uso delle mani. Un esempio si può già intravedere nell’assistente Bixby, di cui è dotato il nuovo Samsung Galaxy S8, che promette di offrire il controllo totale di ogni app solo attraverso i comandi vocali. C’è da aspettarsi che anche il Siri di Apple si muova in questa direzione.
La seconda fase archivierà definitivamente l’era degli smartphone per lasciare spazio a una nuova generazione di device basati sulla realtà aumentata: le funzioni di cui abbiamo bisogno entreranno così direttamente nel campo visivo dell’utente, senza l’intermediazione dello schermo. Al lavoro su cuffie in grado di proiettare immagini 3D direttamente negli occhi ci sono già colossi come Microsoft, Facebook, Google, e Magic Leap. Per quanto riguarda l’udito, le intelligenze artificiali come Siri o Cortana risponderanno creando sempre maggiore coinvolgimento (si può immaginare uno scenario non distante dal film “Lei”, di Spike Jonze).

E l’ultima frontiera? Installare quello che serve per interagire coi device direttamente nel cervello. Non è fantasia: il Ceo di Tesla e SpaceX, Elon Musk, ha già lanciato il progetto con la nuova startup Neuralink il cui scopo è proprio creare un “laccio neurale” uomo-macchina (ne abbiamo parlato qui e qui). In una recente intervista Musk ha detto che questo rivoluzionario sistema (in grado di aprire il campo addirittura alla “telepatia consensuale”) sarebbe tecnicamente pronto nel giro di quattro anni. Entro dieci potrebbe già finire sul mercato.