Gli italiani e i peggiori incubi per il 2013

5 Febbraio 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Spese rinviate, carrelli low cost, vacanze tagliate. Il 2013, per gli italiani, dovrebbe essere un altro anno all’insegna del risparmio. Troppo profondo il sentimento di incertezza per ripopolare i negozi. Troppo lontana la ripresa per rilanciare la fiducia dei consumatori. Che invece continua a crollare, come rivela l’ultima Global Survey di Nielsen, società specializzata nelle analisi di mercato.

Nell’ultimo trimestre del 2012 l’indice di fiducia degli italiani sulle prospettive economiche è sceso di altri sette punti, a 39. Sempre più lontano dall’asticella dell’ottimismo, fissata a quota 100. “Solo dieci Paesi sui 58 analizzati riportano un valore positivo”, dice l’amministratore delegato di Nielsen Italia Roberto Pedretti, sottolineando la portata globale del fenomeno. Che però in Italia è molto marcato.

Perfino la Spagna fa meglio, a quota 46. La vedono più nera, tra i membri dell’Unione, solo portoghesi, ungheresi e greci. Mentre la media dei 27 è di 71 punti.

Normale, in un Paese dove l’incognita più grande si chiama occupazione. Il 28% degli intervistati, quasi il doppio rispetto alla media europea e a quella mondiale, indica il posto di lavoro come la principale preoccupazione per i prossimi sei mesi.

Ma i cinque peggiori incubi di questo inizio 2013 hanno tutti a che vedere con il portafoglio: l’economia è la prima ossessione per il 12% degli interpellati, i debiti e il benessere dei figli per l’8%, l’aumento delle bollette per il 7%.

Mentre la percentuale degli italiani convinti che neppure nel 2013 si uscirà dalla recessione è salita a dicembre al 60% (più un 29% di “non so”), rispetto al 55% di settembre. A fine 2011, due cittadini su dieci vedevano la luce in fondo al tunnel, a fine 2012 solo uno su dieci.

Si annuncia allora un altro anno di austerity per i bilanci familiari. Del resto il nuovo regime di spesa, con strategie e trucchetti per risparmiare, è a punto già da qualche mese. Secondo la ricerca Nielsen nell’ultimo trimestre del 2012 il 67% degli italiani ha tagliato sugli acquisti di vestiti, contro il 58% della media europea.

Il 64% ha rinunciato a qualche pasto fuori casa, il 55% ha accorciato o eliminato i weekend brevi, magari per salvare le ferie estive. Ma la crisi ha anche reso gli italiani consumatori più attenti.

Sei intervistati su dieci, tra gli scaffali del supermercato, hanno cercato prodotti più convenienti, tre su dieci hanno cominciato ad utilizzare sullo smartphone applicazioni per chiamare o inviare messaggi gratis, in modo da risparmiare sulle ricariche.

“Gli italiani hanno adattato le loro scelte di acquisto alle condizioni del mercato – spiega Pedretti – e questo ha restituito loro un po’ di potere d’acquisto. La tendenza per il 2013 sarà all’efficienza, i consumatori saranno più attenti che mai al rapporto qualità-prezzo”. Almeno per i beni essenziali: il 24% degli intervistati dice che anche quest’anno punterà sul carrello low cost, che cercherà di usare meno la machina e di trovare offerte più convenienti per gas o elettricità. Quanto agli extra, dai mobili alle vacanze, la tendenza sarà invece rinviare. Più della metà degli interpellati ritiene che il momento sia “negativo” per acquistare le cose che desidera, un dato molto superiore alla media Europea (26%) e a quella globale (16%). Solo una caratteristica degli italiani sembra aver retto alla crisi: l’attitudine al risparmio. Il 41% di loro cerca di mettere da parte il denaro che resta, una volta coperte le spese. Peccato che quella somma sia sempre più piccola o che, per un italiano su quattro, non esista proprio.

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