GLI ANALISTI RITOCCANO I TARGET DEL 2002

10 Luglio 2002, di Redazione Wall Street Italia

L’andamento ribassista delle borse Usa negli ultimi mesi ha colto di sorpresa non pochi strategist di Wall Street. E non e’ la prima volta.

Per il 2001,le stime formulate dagli analisti sull’S&P 500 si attestavano tra i 1.225 e i 1.715 punti, ben distanti dal valore di 1.148,08 registrato dall’indice a fine anno.

E quest’anno il fenomeno sembra ripetersi. Con l’S&P 500 in calo di oltre il 12% dall’inizio dell’anno, ci sono state previsioni rialziste con target vicini ai 1.600.

I cosiddetti “outlook” degli analisti sono quindi destinati ancora una volta ad essere lontani dalla realta’, nel mezzo di scandali contabili e utili che non crescono come previsto.

Secondo uno studio di First Call, la media degli utili riportati dalle societa’ dell’S&P 500 e’ calata dell’11,5% nel primo trimestre di quest’anno, e il calo, seppur contenuto allo 0,2%, continuera’ anche nel trimestre appena concluso.

Per l’ennesima volta molti analisti hanno rivisto al ribasso i propri target iniziali sugli indici.

Vediamo in dettaglio le revisioni di alcune tra le banche d’affari piu’ note.

  • Ed Kershner, di Ubs Warburg, ha ridotto il target sull’S&P 500 dal precedente 1.570 (equivalente ad un +37% nel 2002) a 1.360, dimezzando la ripresa dell’indice al 18%.

    Per l’analista l’andamento decrescente degli utili societari iniziato nell’ultima parte del 2001 non e’ ancora finito. Inoltre i recenti scandali contabili hanno contribuito ad appesantire la revisione.

    Il caso Enron ha rappresentato un duro colpo alla fiducia degli investitori nella solidita’ della “corporate America”, alimentando la caduta dei prezzi delle azioni americane, ritardando nuovi collocamenti di IPO e scoraggiando nuove operazioni di fusione e di acquisizione.

  • Thomas Galvin, di Credit Suisse First Boston, ha rivisto il target sull’S&P 500 dal precedente 1.375 al nuovo 1.200-1.250. Galvin, nonostante sottolinei il peso delle recenti frodi contabili sulla credibilita’ dei conti aziendali, ritiene che l’economia americana tornera’ a brillare nella seconda parte del 2002.
  • Simile la posizione dello strategist Charlie Reinhard, di Lehman Brothers, che ha fissato il nuovo target dell’S&P 500 a 1.200 dal precedente 1.350 e ha ridotto le stime sugli utili delle societa’ appartenenti all’indice a quota $51,50 per il 2002 dal precedente $53 e a $56 da $58 per il 2003.

    Reinhard e’ convinto comunque che “le questioni contabili, la corporate governance e la guerra al terrorismo abbiano depresso gli indici, rendendo molti titoli eccessivamente sottovalutati”. Secondo i modelli di valutazione usati da Lehman Brothers, il mercato e’ sottovalutato del 25%.

  • Richard Bernstein, chief economist di Merrill Lynch, ha ridotto il target sull’S&P a 1.050 da 1.200. L’analista ha sottolineato la mancanza di lucidita’ degli osservatori economici, piu’ interessati a cogliere il momento di inversione degli indici che ad interpretare l’attuale situazione del mercato dei capitali.

    Inoltre, in un incontro con gli investitori, Bernstein ha invitato ad osservare con piu’ attenzione gli investimenti piu’ liquidi come i Treasury a 3 mesi, che hanno sovraperformato l’S&P 500 negli ultimi 55 mesi.