“Giubileo del debito e QE per la gente” uniche vie d’uscita

25 Settembre 2015, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Per scongiurare un cataclisma economico globale e per ridurre le disuguaglianze alimentate dalle ultime crisi finanziarie, il primo passo da compiere è quello di accordarsi per un giubileo del debito. Il secondo, per ristabilire un minimo di uguaglianza tra cittadini e oligarchia di ultraricchi e banchieri, è il varo di un programma di Quantitative Easing per la gente comune.

Sono le due principali proposte di Luca Ciarrocca, fondatore di Wall Street Italia, per risanare l’economia globale. Nel suo nuovo libro “Rimetti a noi i nostri debiti”, l’ex direttore del popolare sito di informazione indipendente chiede la cancellazione o per lo meno la ristrutturazione dei debiti pubblici, da affiancare a un piano concordato per finanziare i progetti di piccole imprese e famiglie, anziché utilizzare i soldi pubblici per gonfiare i profitti di banche e multinazionali quotate.

Le idee, enunciate sulla base di dati e studi autorevoli, sembrano uscite direttamente dai programmi politici di Ron Paul e Jeremy Corbyn, due personalità combattive che per aver osato sfidare i poteri forti negli ultimi tempi sono cadute vittima in Usa e Gran Bretagna di attacchi frontali spietati da parte dei media mainstream.

E’ il conto da pagare per chi ha il coraggio, come Ciarrocca, di offrire e promuovere un’alternativa valida a quelle presentata da chi invece ha già fallito, da chi è stato seduto al potere di banche centrali o grandi istituzioni con le mani in mano in anni in cui crisi sistemiche continuavano e continuano ad alternarsi a periodi di boom economici e finanziari illusori. Il risultato è stato che i ricchi, in particolare chi fa affari nel mondo della finanza, si è arricchito lasciando le briciole agli altri.

“Una nuova lotta di classe contro le oligarchie bancarie”, cosi’ viene presentato dalla casa editrice Guerini il nuovo testo esplosivo, in cui viene chiesta la cancellazione dei debiti come unica strada per la ripresa e sviluppo delle economie. Con una prefazione di Giulio Sapelli e attraverso le opinioni di illustri economisti come Krugman, Friedman, Rogoff, Reinhart e Sachs, il libro denuncia uno stato di emergenza, anche sul piano politico, non solo economico finanziario.

Il concetto è molto semplice: il debito soffoca la crescita e impoverisce i cittadini. Per una ripresa sana, l’unica soluzione è ripartire tutti da zero. Uno scenario che terrorizza i grandi affaristi e leader politici del mondo industrializzato, che hanno giovato dei piani straordinari di allentamento monetario delle banche centrali.

“E’ stato veramente scandaloso dare tutti i soldi alle megabanche e non ai cittadini”, dice il premio Nobel Joseph Stiglitz, tra gli autorevoli economisti citati nel libro. Non rimane molto tempo per scongiurare lo scoppio di una nuova bomba finanziaria come quella di Internet o dei mutui subprime.
[ARTICLEIMAGE]
Oltre alle due proposte radicali di un Quantitative Easing per la gente e di un giubileo generale dei debiti, nel libro di quello che è stato il direttore di Wall Street Italia fino al 31 ottobre dell’anno scorso, viene affrontato il caso unico del debito monstre italiano. Tra i maggiori rischi sistemici al mondo.

Con un passivo di bilancio da oltre 2.200 miliardi di euro, il piu’ alto nell’Unione Europea, l’Italia è tuttora considerato il paese che piu’ minaccia l’economia e i mercati mondiali, secondo uno studio pubblicato a giugno 2015 dal Fondo Monetario internazionale.

Il Fmi, racconta il libro, segue un criterio matematico da cui si deduce che il governo di Matteo Renzi dovrebbe intervenire immediatamente e senza perdere ulteriore tempo pe ridurre o ristrutturare il debito, in un’operazione concordata con le autorità Ue. In particolare ora che i tassi di interesse sono ai minimi storici. Solo cosi’ si potrà evitare che Roma si trovi nella stessa situazione di pericolo in cui si è trovata Atene, con la differenza che nel caso dell’Italia, la terza potenza economica dell’area euro, sarebbe cento volte piu’ esplosiva per i rischi sistemici potenziali.

Il secondo aspetto riguarda un capitolo clamoroso sulla BIS o BRI (Banca dei Regolamenti Internazionali) di Basilea, la super Banca centrale che raggruppa 60 banche centrali mondiali, il club esclusivo dei “padroni del mondo”, caposaldo nel disegno futuristico di un potere antidemocratico ed elitario di cui Ciarrocca parla a lungo anche nel suo libro precedente, “I Padroni del Mondo“, edito da Chiarelettere.

“La BRI ha una storia perfetta per i maniaci del cospirazionismo – scrive l’ex direttore di WSI – creata nel 1930 ha non solo un ruolo di originatrice nel processo di creazione della moneta unica europea ma, per quanto nessuno ne parli, ha radici dirette con il Terzo Reich di Hitler“. La Banca centrale delle banche centrali, di cui Fed e Bce sono leader di fatto, avrebbe quindi nel suo DNA cellule pericolosamente “amorali” perché appunto macchiate dal nazismo.

Il progetto di controllo tecnocratico da parte di un’elite di banksters con disegni di dominio globale – denuncia Ciarrocca – è davvero inquietante e passa ben al di sopra di governi e parlamenti. Spezzare questo predominio è cruciale se si vuole scongiurare lo scoppio di una nuova bomba finanziaria come quell di Internet o dei mutui subprime.

(DaC)