Giovani via dall’Italia: fuga cervelli ci costa 14 miliardi

14 Settembre 2017, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Che l’Italia non è un paese per giovani è stato detto più volte e in più occasioni e molte menti brillanti prendono il volo e varcano i confini del belpaese per cercare fortuna in altre nazioni.

Dal 2008 al 2015 hanno spostato la residenza all’estero 509mila italiani: di questi, circa 260mila avevano tra i 15 e i 39 anni, il 51% del totale degli emigrati. Sono tante le storie che raccontano i media su giovani ricercatori che emigrati in altri paesi si sono fatti conoscere per aver raggiunto importanti risultati, dal campo della medicina, alle scienze, passando per la tecnologia. Ma non è solo straziante veder andare via i cervelli italiani, ha anche un costo non da poco.

A dare i numeri è il Centro studi di Confindustria secondo cui l’emergenza per il Paese è l’inadeguato livello dell’occupazione giovanile, che sta producendo gravi conseguenze permanenti sulla società e sull’economia dell’Italia, sotto forma di depauperamento del capitale sociale e del capitale umano.

“Ecco il vero tallone di Achille del sistema economico e sociale italiano”.

Così dice il Centro Studi di Confindustria che evidenzia come la scarsa occupazione spinge i giovani ad emigrare, con una perdita di capitale umano stimata in un punto di Pil all’anno, circa 14 miliardi di euro.

“Un doppio spreco per il Paese, che si traduce in abbassamento del potenziale di crescita, vanifica in parte il potenziale delle riforme strutturali faticosamente realizzate”.

Da qui il monito di Confindustria affinchè risolva la questione urgentemente.