Giappone, tassi in un territorio inesplorato

18 Marzo 2016, di Daniele Chicca

NEW YORK (WSI) – Fiumi di denaro continuano a inondare il mercato del debito governativo giapponese, tanto che i tassi decennali del Giappone si sono avventurati in territori inesplorati. I rendimenti dei bond di riferimento sono scesi sotto lo zero ai minimi assoluti. Il 10 anni ora non solo rende meno di zero, ma anche meno dei tassi di deposito overnight.

La pericolosa inversione della curva dei rendimenti si sta manifestando dopo le misure ultra accomodanti e le promesse di nuovi interventi da parte della Banca centrale del Giappone, la Bank of Japan ha appena imposto tassi di interesse negativi e ha aperto alla possibilità di potenziare ulteriormente il programma di Quantitative Easing.

Due sono state le opzioni discusse dai membri della Banca Centrale del Giappone nella riunione del 28 e 29 gennaio scorso per combattere la deflazione. L’espansione del QE attraverso un aumento della base monetaria e degli asset acquistabili, “mossa fattibile perché rientrerebbe nel quadro del programma già esistente”, oppure tassi d’interesse negativi.

Sono le informazioni principali che si possono estrapolare dai verbali della Bank of Japan e che sono state rese pubbliche stamattina.

Board diviso sui tassi

Le rivelazioni evidenziano un dissenso in seno al direttivo sul nuovo taglio dei tassi, con quattro membri contrari su cinque, poiché convinti che tale mossa possa confondere i mercati. Secondo i membri del board favorevoli all’operazione estrema, invece, i tassi d’interesse negativi consentiranno alla Banca centrale di poter adottare in futuro ulteriori misure di allentamento monetario.

Facendo eco alla controparte europea Mario Draghi, Kuroda si è detto ancora una volta disposto a tutto pur di spronare l’economia del Giappone e raggiungere l’ambizioso obiettivo di stabilità dei prezzi al 2%. Le banche si sono lamentate del fatto che tassi sempre più negativi minacciano i margini di profitto del loro settore.

I depositi overnight sono uno dei tipi principali di depositi interbancari (tra due banche o tra una banca e l’istituto centrale). Si chiamano così perché vengono estinti il giorno successivo a quello in cui è stato costituito il deposito. Il tasso determina l’interesse al quale vengono liquidati i depositi.