Giappone: tassi bassi mettono banche KO, pesanti tagli all’organico

30 Ottobre 2017, di Mariangela Tessa

Pesanti ridimensionamenti dell’organico in vista per le tre principali banche giapponesi. Oltre a fattori globali come l’aumento di importanza delle fintech e una crescente regolamentazione del settore, il settore finanziario nipponico sta sentendo il peso di un contesto prolungato di tassi bassi a lunga durata.

Una situazione incentivata dalle politiche monetarie della Banca del Giappone, che punta ad alzare l’inflazione e stimolare le attività creditizie.

Così il gruppo Mizuho ha annunciato l’intenzione di tagliare di un terzo gli organici mondiali in 10 anni, ossia 19.000 posti di lavoro in meno.

Mitsubishi UFJ ha invece reso noto che sopprimerà 9.500 posti al 2024 in Giappone e chiuderà il 20% delle agenzie. Infine Sumitomo Mitsui licenzierà 4.000 persone entro l’esercizio 2020/21.

In questo contesto, questo mese la Banca del Giappone ha lanciato un allarme sulla “bassa” redditività delle banche regionali del paese rispetto ai concorrenti internazionali e, quindi, sulla vulnerabilità della loro stabilità finanziaria.