Germania ha una sola scelta: spingere Grecia a fare default

29 Gennaio 2015, di Redazione Wall Street Italia

PARIGI (WSI) – La Germania spingerà la Grecia a fare default sul suo enorme debito pubblico. Privato di margini di manovra, il governo di Angela Merkel potrebbe reagire violentemente e provocare, indirettamente, lo smembramento dell’area euro, anche se Berlino non sarebbe certo il principale beneficiario di un simile evento.

È l’opinione espressa dall’economista francese Jacques Sapir, secondo cui a quel punto, il paese ellenico sarà costretto dalla Germania ad abbandonare l’area euro “non nella forma ma nei fatti”.

A quel punto la Bce taglierà i ponti con la banca centrale greca, interrompendo l’erogazione di prestiti, e deciderà che gli euro emessi in Grecia non possono più circolare nel resto dell’area della moneta unica.

Sapir ricorda che metodi del genere sono già stati impiegati, anche se per un periodo molto breve, nel caso di Cipro.

Il governo di Syriza appena insediatosi si starà certamente preparando a uno scenario simile. “Realizzerà un budget in delicato equilibrio”, per quanto sia possibile, cercando di limitare l’impatto che le ingenti spese previste sugli interessi del debito abbiano a cascata sulle altre uscite statali.

Una politica del genere che prevede anche la svalutazione della moneta locale ha senso per la Grecia, ma non per l’area euro, che dovrà affrontare un’altra crisi di sfiducia enorme e un contagio sicuro sugli altri paesi. contagion rapide sur d’autres pays.

Le autorità politiche dovrebbe iniziare a prendere in considerazione che ciò potrebbe accadere per prepararsi all’eventuale “smembramento” dell’Eurozona. Invece, “vivendo in una bolla e praticando una forma di autismo politico, non lo faranno e saranno confrontati alla realtà in maniera molto brutale”.

Quanto alla Germania, si trova davanti a un bivio, secondo Sapir, ma le due soluzioni sono entrambe poco incoraggianti. O un rischio di contagio all’interno dell’area euro (e con una pressione sempre più alta ad aumentare i contributi per far sopravvivere l’euro) o all’esterno, con uno smembramento del blocco a 19.
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“La Germania ha ancora possibilità di scegliere, ma è una scelta tra due mali”, scrive Sapir. È probabile che i dirigenti politici sceglieranno la strada meno pericolosa a livello politico ed economico: la rottura dell’area euro. Non conviene a nessuno, ma per i politici tedeschi è la strada preferibile da percorrere delle due che ha davanti.

Per ragioni storiche la Germania non può prendersi carico delle responsabilità e colpe di una simile rottura del blocco a 19. Dovrà fare in modo che siano i greci a risultare responsabili.

In ogni modo il futuro si preannuncia doloroso per la Germania, che si trova sotto lo stesso scacco in cui pensava di aver spinto gli altri paesi membri. Da parte sua l’Europa, che è in un certo senso di proprietà dei tedeschi, ne uscirà indebolita.

Un indebolimento che ha le sue basi nel fatto che la Germania ha condotto una politica del “cavaliere solitario” pretendendo di aderire a dei meccanismi federali.

Fonte: Russeurope
(DaC)