Germania e Francia: sì a ministro finanze Eurozona

8 Febbraio 2016, di Alessandra Caparello

BRUXELLES (WSI) – Sì alla creazione di un ministero delle Finanze per l’eurozona. La proposta arriva dal numero uno della Bundesbank, Jens Weidmann, il falco tedesco all’interno della Bce da sempre critico delle scelte di Mario Draghi e Francois Villeroy de Galhau, il presidente della Banca centrale francese, come riporta Repubblica.

Alla vigilia delle consultazioni dei ministri delle finanze francese e tedesco i due banchieri centrali avevano scritto la proposta, pubblicata dal quotidiano Suddeutsche Zeitngu, sul ministero unico dell’economia europeo, visto che l’Ue si “trova chiaramente ad un bivio e devono cedere parte della loro sovranità per ristabilire la fiducia nella zona euro”.

Anche il numero uno della Bce, Mario Draghi ha sottolineato l’importanza della creazione di un ministro del Tesoro unico, che sia l’interlocutore politico della Bce da lui guidata. Come scrive Scalfari su Repubblica:

“Non è la prima volta che Draghi ne segnala la necessità, ma per qualche tempo l’aveva accantonata. Ora l’ha ripresa con ancor più energia e urgenza di prima; per darle maggior forza ha specificato che dovrà essere ministro del Tesoro non di tutta la Ue ma soltanto dell’Eurozona; non rappresenterà dunque i 28 paesi membri ma soltanto i 19 che adottano la moneta comune. Il ministro del Tesoro può anche essere membro della Commissione di Bruxelles con questa specifica e territorialmente delineata funzione”.

E a casa nostra come la pensano Renzi e Padoan? Ancora nessun commento ufficiale anche se il premier ha lanciato una nuova stoccata all’Unione europea e questa volta parlando di primarie parla alla scuola politica del Pd.

“Per scegliere il prossimo presidente della Commissione europea come democratici italiani chiederemo le primarie, perché non se ne può più della tecnocrazia che non sa dove sta la relazione con la gente (…) La nostra battaglia è intorno a un grande ideale: vogliamo un’altra Europa perché così non funziona. Ora è ridotta a numeri, vincoli e parametri”.

Per la prima volta un capo di governo Ue propone un metodo diverso per selezionate i dirigenti europei, mettendo in discussione gli accordi che hanno portato alla nomina del presidente della Commissione attuale, Jean Claude Juncker.