Generazione Z, come la banca può attirare i giovanissimi

8 Ottobre 2019, di Alberto Battaglia

I più “anziani” fra i membri della Generazione Z, quella che ha seguito i Millennial, non hanno più di 24 anni. Quelli che hanno affrontato un percorso universitario completo hanno appena iniziato ad affacciarsi al mondo del lavoro. Gli altri stanno ancora studiando.
Ma non è presto per interrogarsi su come intercettare il loro interesse sotto il profilo finanziario: lo rivela con chiarezza una breve “guida” firmata da Auriga, società attiva nella progettazione di software per il settore bancario.
La principale differenza fra i Millennial e la generazione successiva è che i GenZ sono non solo nativi del mondo digitale, ma anche del mondo social.

Come può una banca attirare l’attenzione di un giovane under 24? “Più possibilità di testare i prodotti, più engagement con i brand sui social e una maggiore attenzione al servizio clienti”, questi i tratti essenziali dei 7 punti espressi da Auriga.

  1. Tenendo conto dell’età ancora legata alla formazione, la società suggerisce di “proporre dei percorsi formativi, che includano la gestione delle proprie finanze, nelle scuole e università, attraverso filiali mobili o temporanee poste nei pressi delle sedi scolastiche e universitarie”.
  2. Alimentare la curiosità: “Una volta catturata la loro attenzione, è possibile alimentare la loro curiosità offrendo formazione gratuita su qualsiasi argomento, dalla pianificazione delle spese per l’anno sabbatico alla gestione del credito”.
  3. Per curare la comunicazione e formare lo staff che si occupa delle piattaforme di messaging orientate al customer care Auriga suggerisce di assumere proprio individui della Generazione Z, piuttosto che giovani Millennial.
  4. Puntare sulla condivisione: “Nel rispetto delle leggi sulla riservatezza in ambito finanziario, si possono supportare i clienti della Generazione Z nella condivisione online delle loro esperienze finanziarie o addirittura presso le filiali”.
  5. Un accento particolare è dedicato al monitoraggio del risparmio, per una generazione cresciuta non solo immersa nelle nuove tecnologie, ma anche con la necessità di tirare la cinghia negli anni della crisi.
  6. Naturalmente le capacità della banca di dotarsi di un ambiente digitale all’altezza di una generazione cresciuta con uno smartphone in mano sarà cruciale: “i clienti della Generazione Z sono anche conosciuti come ‘screenager’ perché interagiscono spesso con lo schermo. L’istinto li spingerà ad andare alla ricerca di qualcos’altro se la loro esperienza digitale sarà al di sotto delle loro aspettative o se verrà sospesa”.
  7. E per stuzzicare l’attitudine a informarsi tramite social network e tutorial fai-da-te, la banca potrà sfruttare realtà come YouTube per per fornire una consulenza finanziaria faccia a faccia.