GENERAL MOTORS: SETTIMANA CRUCIALE

26 Maggio 2009, di Redazione Wall Street Italia

Sara’ una settimana decisiva per decidere le sorti di General Motors, che si giochera’ le ultime carte per scongiurare il fallimento. Tra gli ultimi tentativi in atto e’ prevista la chiusura di altri stabilimenti, che avra’ come conseguenza la perdita di ulteriori posti di lavoro.

Nel frattempo la casa di Detroit sta cercando di ottenere delle concessioni da parte dei sindacati e l’approvazione da parte degli obbligazionisti di una proposta di conversione del debito in azioni. Senza tali cambiamenti, l’amministrazione Obama ha chiarito che lunedi prossimo GM dovra’ fare ricorso alla procedura fallimentare.

Mentre le lancette dell’orologio continua a correre, con la scadenza dell’ultimatum imposto dal governo Usa che si avvicina inesorabile, il colosso automobilistico sta tentando di rivedere le proprie attivita’, in modo da essere in grado di continuare a ricevere i prestiti federali e rimanere operativa, nonostante il contemporaneo aumento dei costi e contrazione delle vendite.

Venerdi’ scorso GM ha ottenuto altri 4 miliardi di dollari di prestiti federali, dopo i 15,4 miliardi gia’ ricevuti in precedenza. In cambio il governo ha chiesto alla societa’ di ridurre il debito, tagliare i costi di lavoro e chiudere i marchi, le concessionarie e gli stabilimenti meno proficui.

In settimana GM dovrebbe annunciare la chiusura di altri 14 stabilimenti, nel quadro di un piano gia’ annunciato che prevede la chiusura di 16 fabbriche e che si pone l’obiettivo di tagliare costi e produzione. La decisione avra’ come conseguenza la perdita di 21.000 posti di lavoro. Sino ad ora la societa’ ha annunciato la chiusura di una fabbrica di motori a Massena, nello stato di New York, e di uno stabilimento produttivo nei pressi di Grand Rapids, nel Michigan.

Per quanto riguarda le concessioni da parte dei rappresentati dei sindacati, dovrebbero sciogliere uno dei principali nodi del colosso di Detroit: i costi del lavoro. Tuttavia anche se i sindacati dovessero approvare le proposte avanzate da GM, rimarrebbe da risolvere la questione spinosa del debito.

Gli obbligazionisti del gruppo dovrebbero esprimersi a giorni sulla proposta di conversione del debito in azioni GM, ma sinora hanno opposto resistenza, rifiutando l’offerta che prevede di assegnare loro una quota del 10% nell’azionariato della societa’ in cambio del cancellamento di 27 miliardi di dollari di debito. Se la proposta dovesse venire approvata, potrebbe risultare decisiva per evitare di ricorrere all’amministrazione controllata.

Tuttavia gli analisti ritengono molto improbabile che si verifichi un’eventualita’ del genere, in quanto gli obbligazionisti hanno gia’ fatto sapere che la quota azionaria che spetterebbe loro e’ troppo piccola rispetto all’ammontare del credito a cui dovrebbero rinunciare. Pertanto Erich Merkle, analista indipendente del settore, non crede che lo swap avra’ successo.

“Si tratta di una somma stratosferica e gli obbligazionisti la guarderanno e diranno semplicemnte: ‘Ne discuteremo in un tribunale fallimentare’, dove ritengo che riusciranno ad ottenere qualcosa di piu'”, ha detto Merkle. La proposta di conversione scade oggi, ma GM ha annunciato che domani decidera’ se proporogare o meno l’offerta.