Gas, i prezzi in Europa toccano nuovi massimi

5 Luglio 2022, di Gianmarco Carriol

I prezzi di riferimento del gas naturale europeo hanno toccato un nuovo massimo di tre mesi all’apertura di oggi, quando i lavoratori dell’industria energetica offshore norvegese hanno votato per estendere il loro sciopero a più giacimenti. Il contratto TTF olandese per agosto questa mattina ha raggiunto i 166,6 euro al megawattora, in aumento del 2,2% rispetto alla chiusura di lunedì. Aveva raggiunto 168,5 EUR/MWh in apertura prima di pareggiare i guadagni. Il rialzo del gas è figlio di due strette in contemporanea: quella norvegese e quella russa.

La stretta norvegese

La compagnia petrolifera e del gas norvegese Equinor ha detto in precedenza che dovrà effettuare arresti controllati della produzione in altri quattro giacimenti: Heidrun, Kristin, Tyrihans e Aasta Hansteen, dopo che i lavoratori hanno respinto le ultime proposte del mediatore.

La produzione totale di Heidrun, Kristin/Tyrihans e Aasta Hansteen è di circa 333.000 barili di petrolio equivalente al giorno, di cui 264.000 boe al giorno sono gas naturale, secondo Equinor.

I lavoratori del sindacato Lederne stanno premendo per stipendi più alti, al fine di compensare la peggiore inflazione degli ultimi decenni.

La stretta russa sul gas

La stretta sulle forniture di gas norvegese arriva in un momento estremamente doloroso per l’Europa. La Russia ha tagliato completamente le forniture ad alcuni paesi, tra cui Paesi Bassi e Danimarca e ha più che dimezzato le forniture ai suoi due maggiori clienti, Germania e Italia.

La Germania in particolare si sta affrettando a sostituire i volumi di gas russo con un programma di investimenti accelerati in terminali per l’importazione di gas naturale liquefatto (Gnl). Lunedì scorso le autorità di regolamentazione statali hanno dato la loro approvazione per l’avvio immediato della costruzione di un terminale di rigassificazione galleggiante a Wilhelmshaven, vicino a Brema, che coprirebbe l’8,5% della domanda di gas tedesca.

Klaus-Dieter Maubach, ceo del gruppo energetico tedesco Uniper, ha affermato di sperare che la struttura sia operativa prima della fine del prossimo inverno. Uniper è attualmente in trattative con il governo federale tedesco per un salvataggio del valore di 9 miliardi di euro per coprire le perdite che sta subendo a causa della riduzione delle forniture dalla Russia.