G7 diviso sulla crescita: Merkel e Cameron puntano su austerity

26 Maggio 2016, di Alessandra Caparello

ISE SHIMA (WSI) – Al via il G7, il summit dei Grandi della terra, Stati Uniti, Germania, Francia, Italia, Regno Unito, Canada e il Giappone, la nazione che ospita il vertice a Ise-Shima, nell’esclusivo hotel di Shima Kanko, sull’isola di Kashiko.

L’argomento principale del summit sarà l’economia globale e la ricerca di nuovi stimoli. A dirlo il premier nipponico Shinzo Abe, il padrone di casa del G7 che, in un suo intervento sul Wall Street Journal, ha fatto il punto sui temi in agenda che i grandi della terra dovranno discutere il cui leitmotiv è riaccendere la locomotiva dello sviluppo.

“Il focus principale del summit sarà rivitalizzare l’economia globale, puntando a mettere insieme le politiche monetarie con l’accelerazione delle riforme strutturali e la flessibilità delle politiche fiscali”.

Ed è proprio sulla crescita che il G7 appare già diviso: da una parte il Giappone con Stati Uniti, Francia, Italia e Canada che puntano ad attuare nuovi stimoli fiscali ed investimenti pubblici per promuovere la crescita della domanda e superare l’attuale situazione di stallo, dall’altra la Germania, appoggiata dalla Gran Bretagna che continuano a sostenere le politiche di austerity e rigore con nuovi tagli alla spesa pubblica.

Nel summit si cercherà di trovare un punto di equilibro e secondo quanto riferiscono fonti diplomatiche, i leader vorrebbero arrivare ad adottare una dichiarazione che evidenzi l’importanza delle misure fiscali, monetarie e strutturali per riattivare l’economia globale.

Nell’agenda delle riunioni anche un focus sul commercio internazionale, sull’applicazione del Ttp, l’Accordo di libero scambio transpacifico, e le attuali negoziazioni per un accordo di libero commercio tra Unione europea e Giappone. Ma si parlerà anche di sicurezza con la situazione della corea del Nord e i suoi ultimi test nucleari, di clima con l’applicazione dell’accordo di Parigi, di emergenza terrorismo, questione rifugiati provenienti soprattutto dalla Siria e dei continui flussi migratori nel Mediterraneo, ma anche di lotta alla corruzione e all’evasione fiscale, un tema tornato prepotentemente alla ribalta dopo lo scandalo dei Panama Papers.