G20, nel confronto sul commercio ultima parola a banche centrali

27 Giugno 2019, di Alberto Battaglia

L’incontro bilaterale fra Cina e Stati Uniti sarà l’appuntamento più atteso nel corso del G20 di Osaka, che prenderà il via domani (28 giugno). L’incontro fra Xi Jinping e Donald Trump è stato fissato per sabato, con una durata prevista di 90 minuti – un meeting esteso.

Secondo le ultime dichiarazioni rilasciate da Donald Trump, la Cina sarebbe in una condizione di maggior necessità per il raggiungimento di un accordo sul commercio. “Sono molto felice di dove siamo ora”, aveva detto il presidente americano mercoledì scorso, nel corso di un’intervista a Fox Business. Secondo quanto scrive Cnbc, Xi Jinping avrebbe intenzione di discutere un nuovo accordo commerciale in termini equi. La disponibilità americana in tale direzione non sarebbe molta, secondo quanto trapelato da una fonte a conoscenza delle posizioni all’interno della Casa Bianca citata dalla stessa emittente Usa.

“Qualunque cosa accada e in qualsiasi modo reagiranno i mercati, è probabile che le politiche delle banche centrali tornino ad essere determinanti”, ha commentato Frank Häusler, chief strategist di Vontobel Asset Management. “Se Donald Trump e Xi Jinping dovessero sorprendere con una rapida risoluzione, i mercati si mobiliterebbero fino a quando le prospettive di un inasprimento delle condizioni delle banche centrali non dovessero riemergere”.

Secondo Häusler, lo scenario principale dopo il confronto fra i due leader vedrebbe congelato status quo, mantenendo le tariffe attuali per un periodo di tempo limitato. “Qualsiasi esito peggiore dello ‘scenario principale’ inizialmente porterebbe i mercati ad un sell off fino a quando le banche centrali non interverranno con misure di stabilizzazione”.