Wall Street in rosso, sopra i minimi intraday. Giu’ il petrolio

8 Dicembre 2015, di Mariangela Tessa

NEW YORK (WSI) – Chiusura negativa ma sopra i minimi di giornata per Wall Street in una seduta ancora condizionata dall‘andamento negativo del petrolio. Oltre al greggio, a condizionare l’umore degli investitori e’ stato anche il dato arrivato dalla Cina nella notte e che ha mostrato a novembre esportazioni in calo per il quinto mese di fila e importazioni in ribasso per 13 mesi, un record ma c’e’ stata una contrazione inferiore al previsto e in rallentamento rispetto a ottobre. Cio’ va ad alimentare le preoccupazioni sulla seconda economia al mondo.

Arrivato a cedere fino a 240 punti, il Dow Jones ne lascia sul terreno lo 0,92% (-163 punti)%, l’S&P 500 lo 0,63%, a quota 2.064. Bank of America Merrill Lynch si aspetta che l’S&P 500 raggiunga quota 2.200 nel 2016: l’idea e’ che verra’ meno l’effetto negativo dato dal calo dei prezzi energetici.

Il Nasdaq cede invece lo 0,07% a 5.098 punti.

Ancora una seduta no per le quotazioni del greggio, che continuano a scivolare, travolgendo anche il Brent, sceso sotto i 40 dollari al barile per la prima volta dal febbraio 2009. Sia il Brent sia il Wti ieri avevano perso il 6%, mettendo a tappeto il settore energetico.

A pesare e’ ancora la decisione dell’Opec di venerdi’ scorso di lasciare invariata la produzione, nonostante scorte mondiali in eccesso.

Arrivato a cedere oltre il 2%,  al New York Mercantile Exchange, il West Texas Intermediate scivola nel finale dello 0,32% recuperando la soglia dei 37 dollari (37,53 dollari al barile). Intanto il Brent ha rotto oggi la soglia psicologica dei 40 dollari.

Il prezzo ha perso il 40% negli ultimi 12 mesi, con l’Opec che continua a mantenere invariati i barili prodotti. La produzione di Arabia Saudita, Iran e Russia è aumentata, facendo salire a circa 3 miliardi di barili, le scorte mondiali (dati dell’Agenzia Internazionale dell’Energia).

“Gli ultimi dati hanno messo ancora una volta in evidenza la debolezza persistente delle attività commerciali mondiali”, ha commentato Bernard Aw, lo strategist di IG Asia Pte. “Il crollo dei prezzi del greggio ha attirato l’attenzione. Il selloff di stamattina è da attribuire alla debolezza dei settori minerari ed energetico”.

Le esportazioni cinesi sono calate per il quinto mese di fila mentre il rallentamento delle importazioni continua, a dimostrazione della frenata della domanda interna. I mercati emergenti hanno perso il 16% finora nel 2015, per la peggiore performance annuale dal 2011. L’indice MSCI della regione si appresta a chiudere sui prezzi più bassi dal primo ottobre.

Sul valutario l’indice del dollaro – che misura la prova del biglietto verde nei confronti di un paniere di valute rivali – scambia in progresso dello 0,03% a 98,69, mentre lo yuan ha chiuso sui valori più bassi degli ultimi quattro anni. In ambito di mercato del reddito fisso, i Treasuries Usa a 10 anni rendono il 2,23% (in rialzo i meno di un punto base).

L’oro guadagna lo 0,1% circa a 1.072 dollari l’oncia.