FUTURES USA SCIVOLANO PER VIA DEL DOLLARO

8 Dicembre 2009, di Redazione Wall Street Italia

Si profila una seduta negativa per il mercato azionario americano, con i contratti sui principali indici di Borsa che quando mancano due ore all’avvio delle contrattazioni scambiano in ribasso (vedi quotazioni a fondo pagina) appesantiti dal rafforzamento del dollaro che ha messo in secondo piano le buone notizie giunte da FedEx.

Il Dollar Index scambia in rialzo mentre i prezzi del greggio e dell’oro stanno perdendo quota. Il biglietto verde ha confermato i guadagni anche dopo che il numero uno della Federal Reserve Ben Bernanke ha offerto indicazioni molto forti del fatto che a breve la banca centrale non alzera’ i tassi di interesse e non difendera’ la valuta americana.

In un intervento previsto per oggi pomeriggio, intorno alle 17:25 italiane, il presidente degli Stati Uniti Barack Obama delineera’ tre aree di investimento per sostenere la creazione di posti di lavoro. Gli investimenti riguarderanno nel contesto le infrastrutture legate ai trasporti, nuovi incentivi per coloro che ristrutturano la propria casa e misure per incoraggiare le piccole aziende ad assumere.

Intanto le agenzie di rating sul credito hanno sottolineato che i rischi di deficit governativi sono aumentati. Secondo Moody’s Investors i rating di Gran Bretagna e Stati Uniti potrebbero “testare i confini Aaa”, mentre Fitch Ratings ha declassato il giudizio della Grecia a BBB+.

FedEx ha rivisto al rialzo le stime sugli utili fiscali di oltre il 10% citando, tra gli altri fattori, il successo delle iniziative di risparmio dei costi e la solida domanda proveniente da Asia e America Latina. L’annuncio della societa’ di trasporto specializzata in spedizioni espresse puo’ essere interpretato come un segnale di rafforzamento della domanda nell’economia mondiale e ha rinsaldato l’opinione di molti economisti secondo cui una ripresa dell’economia generale sarebbe ormai in atto.

L’annuncio, avvenuto ieri a mercati chiusi, ha spinto i titoli al rialzo di almeno il 3% nell’after-hours. Se i guadagni dovessero venire confermati anche oggi si tratterebbe della prima seduta sopra quota $90 dal settembre dell’anno scorso.

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“Da tempo stiamo pubblicizzando FedEx, definendola un’azienda in quello che aneddoticamente e’ finita per essere un trimestre piu’ solido delle attese per le societa’ di spedizioni, con gli industriali e i protagonisti delle vendite al dettaglio che hanno incominciato a rimbalzare dai livelli esageratamente bassi dell’anno scorso”, ha scritto in una nota l’analista di Deutsche Bank Justin Yagerman.

“Sembra che la leverage operativa del modello di asset di FedEx stia iniziando a dare i suoi frutti, essendo all’origine di questi utili inaspettatamente alti”.

Restando in ambito di risultati societari, le notizie non mancheranno. Oggi si sapra’ come si sono comportate le vendite nei ristoranti fast-food di McDonald’s e i conti trimestrali del gruppo di bevande alcoliche Brown-Forman. Dopo il suono della campanella sara’ la volta del gigante dei chip Texas Instruments offrire gli aggiornamenti di meta’ trimestre.

A mettere sotto pressione i listini sono anche le notizie negative giunte da 3M, con la produttrice di adesivi e altri materiali industriali che ha rivisto al ribasso le sue linee guida. Di conseguenza i titoli subiscono un calo di circa il 2% nelle contrattazioni preborsa.

Nel frattempo Exxon Mobil e i suoi partner hanno dato l’approvazione conclusiva al progetto di gas naturale liquefatto da $15 miliardi in Papua New Guinea, con le attivita’ di distribuzione di gas ai clienti asiatici che dovrebbero iniziare nel 2014.

Il calendario economico odierno non offre invece appuntamenti di rilievo, se si esclude l’asta del Tesoro di $40 miliardi di titoli a tre anni e la decisione sui tassi di interesse della Banca del Canada.

Sugli altri mercati, sull’energetico cede ancora terreno il greggio. Al momento i futures con consegna dicembre lasciano sul campo $0.65 a quota $73.28 il barile. Sul valutario Il dollaro cede il passo contro lo yen ma tiene bene nei confronti dell’euro, con la moneta unica che scende a quota $1.4791. In flessione i prezzi dell’oro: i futures con scadenza dicembre segnano un calo di $11.30 a quota $1152.70 l’oncia. In forte progresso i prezzi dei Titoli di Stato, con il rendimento sul benchmark decennale che e’ sceso al 3.3800% dal 3.4480% di ieri.

Alle 14:30 (le 8:30 ora di New York) il contratto future sull’indice S&P500 e’ in flessione di 7.20 punti (-0.65%) a quota 1096.50.

Il contratto sull’indice Nasdaq 100 e’ in ribasso di 13.50 punti (-0.76%) a quota 1770.50.

Il contratto sull’indice Dow Jones lascia sul campo 65 punti (-0.63%) a 10326.00 punti.