Wall Street rialza la testa nel finale, Nasdaq guida il recupero

12 Gennaio 2016, di Mariangela Tessa

NEW YORK (WSI) – Giornata in altalena per la Borsa Usa che, nel finale, riprende quota in concomitanza col lieve recupero del petrolio dai minimi di seduta sotto i 30 dollari. L’indice Dow Jones guadagna lo 0,72% a 16.516 punti, lo Standard & Poor’s 500 guadagna lo 0,80% a 1.939 punti e il Nasdaq l’1,04% a 4.686 punti.

La bufera sulla quotazioni del greggio ha tenuto sotto pressione il mercato e anzitutto i titoli del settore energetico e delle materie prime. Il petrolio viaggia ha chiuso sopra la soglia dei 30 dollari al barile alla quale nel corso della seduta era andato sotto per la prima volta dal dicembre del 2003.  Quello di oggi e’ stato comunque un altro giorno difficile per il petrolio che ha lasciato sul terreno oltre il 4%. Inoltre se chiudera’ in rosso come previsto si tratta della settima seduta in ribasso di fila, cosa che non accadeva dall’estate del 2014. A spaventare e’ ancora un volta il rallentamento dell’economia cinese e le forti difficolta’ dei suoi mercati, che dall’inizio dell’anno continuano a perdere terreno contagiando anche le altre borse mondiali. Dall’inizio del 2016 il greggio ha ceduto il 17%.

Nonostante i rialzi odierni, la Borsa Usa ha perso circa il 6% del suo valore, ma si trova comunque circa il 220% sopra i livelli da cui era partita nel 2009 la fase rialzista attuale.

In assenza di dati macro, il mercato ha seguito le notizie sulle trimestrali e in particolare quella di Alcoa (-9% nel finale). Gli investitori sembrano non avere gradito la trimestrale, che pure ha superato le attese: Alcoa ha chiuso in perdita il periodo ottobre-dicembre dello scorso anno, ma gli utili al netto di voci straordinarie hanno superato le stime.

La societa’ ha registrato una perdita netta di 500 milioni di dollari, o 39 centesimi per azione, contro i profitti per 159 milioni, 12 centesimi per azione, dello stesso periodo dello scorso anno. Escludendo voci straordinarie, il risultato e’ stato pari a 4 centesimi, in calo dai 33 centesimi di un anno prima ma meglio dei due centesimi previsti dagli analisti.

I trader e gli analisti temono che gli utili societari dei gruppi statunitensi siano entrati in una fase di recessione, ovvero costituita da due trimestri consecutivi di profitti in flessione.

I titoli di stato americani si attestano in ribasso, con i rendimenti, che si muovo in senso inverso ai prezzi, in aumento. I mercati piu’ rischiosi, compreso l’azionario, sembrano dare segnali di stabilizzazione e questo spinge al ribasso la domanda di asset piu’ sicuri, come i titoli di stato americani. Attenzione per l’asta di Treasury a tre anni per un totale di 24 miliardi di dollari in calendario per oggi. Gli yield decennali salgono al 2,19%