FUTURES USA IN RIALZO, SPINTA DAI DATI MACRO

16 Ottobre 2008, di Redazione Wall Street Italia

A mezz’ora dall’apertura delle borse i contratti sugli indici Usa trattano in deciso rialzo (vedi quotazioni a fondo pagina) il che lascia prevedere un avvio positivo per l’azionario. La performance dei listini continua ad essere pero’ particolarmente negativa. Il Dow Jones ha perso -20.95% dall’inizio dell’anno e -35.33% negli ultimi 12 mesi, lo S&P500 ha perso -42% dal top assoluto del 9 ottobre 2007 e -41.10% negli ultimi 12 mesi.

Ad offrire una spinta agli indici sono stati gli ultimi dati macro che hanno evidenziato un rallentamento dell’inflazione ed un miglioramento delle condizioni del mercato del lavoro: i prezzi al consumo sono risultati invariati a settembre (a differenza dei prezzi alla produzione) mentre le richieste di sussidio da parte dei disoccupati sono scese in misura superiore alle attese.

In calendario sono ancora presenti i numeri sull’attivita’ manifatturiera e sulla produzione industriale per cui’ e’ prevista una contrazione.

Data la gravita’ della situazione a livello globale, tra gli operatori hanno ripreso a circolare voci di un nuovo taglio coordinato ai tassi d’interesse da parte delle Banche Centrali. La scorsa settimana si e’ assistito ad un’azione congiunta di Fed, Bce e altre sei banche centrali che ha avuto come esito l’abbassamento di mezzo punto percentuale del costo del denaro. La Fed si riunira’ nuovamente a fine mese per le decisioni di politica monetaria.

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Tra le news societarie, riflettori puntati sull’ultima tornata di trimestrali. Merrill Lynch che sta per essere acquistata da Bank of America, ha riportato una perdita di $5 miliardi nel terzo trimestre, una voragine, dovuta alle svalutazioni per complessivi $9.5 miliardi di assets illiquidi. Merrill ha gia’ iscritto in bilancio perdite colossali pari a $40 miliardi relative ai mutui subprime, ma dice di aver “fatto notevoli progressi” nella riduzione dei rischi in bilancio, avendo tagliato il 98% dell’esposizione sui mutui Alt-A.

Citigroup ha perso $2.8 miliardi. E’ il quarto trimestre consecutivo in rosso per il colosso bancario Usa, dopo l’ennesima tornata di svalutazioni per un totale di $4.4 miliardi su bonds, operazioni bancarie e crollo del fatturato in varie areee di business dovuto “all’impatto di un’ambiente economico difficile e di un mercato dei capitali debole”.

Il colosso della telefonia mobile Nokia ha registrato un calo del 30% dei profitti, mentre eBay, che ha fatto meglio del consensus sugli utili, ha diffuso un outlook negativo pre i prossimi mesi che sta pesando sulla performance dell’azione nel preborsa.

Risultati migliori del consensus per Baxter e per la conglomerata indutriale United Technologies, in linea i numeri del gruppo assicurativo UnitedHealth. Subito dopo la chiusura delle borse saranno i giganti hi-tech Google ed IBM, tra gli altri, a diffondere gli ultimi numeri fiscali.

Sugli altri mercati, ancora in calo il petrolio: i futures con consegna novembre sono in ribasso di $1.28 a $73.26 al barile. Sul valutario, l’euro e’ in lieve progresso nei confronti del dollaro a quota 1.3526. In flessione l’oro a $835.7 l’oncia (-$3.30). Arretrano infine i Titoli di Stato. Il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ salito al 4.05%.

Alle 15:00 (le 9:00 ora di New York) il contratto future sull’indice S&P500 e’ in rialzo di 27.10 punti (+3.00%) a 930.40.

Il contratto sull’indice Nasdaq 100 segna +32.75 punti (+2.66%) a 1261.75.

Il contratto sull’indice Dow Jones guadagna 225 punti (+2.62%) a 8729.00.

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