Borsa Usa cucita a doppio filo al petrolio: spunta un improbabile salvatore

18 Gennaio 2016, di Daniele Chicca

NEW YORK (WSI) – I contratti sui principali indici della Borsa americana scambiano in rialzo in una seduta che non vedrà però aprire Wall Street, in occasione delle festività per il Martin Luther King Day, con il mercato dei futures sia nell’obbligazionario sia nell’azionario che resterà aperto fino alle 13 locali,

Le fortune del mercato azionario sono legate a doppio filo a quelle del petrolio. I contratti sul mercato Usa Wti scambiano ora in territorio positivo dopo una prima parte di seduta molto fiacca. In Asia hanno perso anche il 2% scendendo giù fino a 28 dollari al barile.

Il petrolio inizialmente nelle contrattazioni ha pagato l’arrivo di nuovi fiumi di barili di petrolio con cui l’Iran inonderà il mercato, ora che le sanzioni economiche occidentali sono state eliminate. Teheran produce già ora 1,5 milioni di barili al giorno.

A sollevare il sentiment nel mercato dei futures sono invece le indiscrezioni giunte da un paio di paesi non membri dell’Opec. Pare infatti che l’Oman sia disposto a ridurre i livelli di produzione del 5-10%, mentre la Russia ha indicato che abbasserà la produzione. Questo potrebbe fare scattare una reazione a catena, inducendo altri pesi a fare lo stesso, secondo Ole Hansen, head of commodity strategy presso Saxo Bank.

Da tempo il Venezuela, quarto maggiore esportatore al mondo di greggio e membro del cartello dell’Opec, ha chiesto di abbassare il numero di barili prodotti. Da giugno 2014 le quotazioni del petrolio hanno perso il 75% del valore. Intanto l’Arabia Saudita, che invece si è sempre opposta a un taglio dice di credere in una pronta stabilizzazione dei prezzi.

I contratti sul Dow Jones, che a un certo punto guadagnavano anche 100 punti, fanno segnare un +0,1% (+30 punti) a 15.942 punti. I futures sull’S&P 500 sono piatti a 1.876,50 punti. I contratti analoghi sul Nasdaq 100 guadagnano lo 0,2% a 4.149,75 punti.