Wall Street poco mossa, petrolio fa marcia indietro

14 Aprile 2016, di Mariangela Tessa

NEW YORK (WSI) – Chiusura a due velocità’ per Wall Street, dopo che ieri ha archiviato una seduta positiva, con il Dow Jones ai massimi di un mese.

Nel finale: il Dow Jones segna un aumento dello 0,10% a 17.926 punti, lo S&P 500 fa + 0,02% a 2.082 punti. Mentre il Nasdaq chiude appena sotto la parita’ (-0,03% a 4.945 punti).

Dal fronte macro, le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione sono calate al minimo dal 1973, mentre l’indice dei prezzi al consumo e’ salito in marzo dello 0,1% mensile.

Sul fronte delle trimestrali, in attesa della trimestrale di Citigroup, in calendario per domani, oggi Bank of America e Wells Fargo hanno visto scendere i profitti, ma hanno superato le previsioni degli analisti.

La giornata di incertezza e’ legata da una parte all’andamento del petrolio che ha chiuso in rosso dopo il taglio delle stime sulla domanda globale da parte dell’International Energy Agency. La Iea ha tagliato le sue stime sulla domanda globale di greggio a 1,16 milioni di barili al giorno, sostenendo inoltre che la diminuzione della produzione degli Stati Uniti era un passo atteso ed e’ avvenuto piu’ velocemente del previsto

Il contratto con scadenza a maggio al Nymex ha ceduto lo 0,6%, 26 centesimi, a 41,76 dollari al barile.  .

Intanto il mercato aspetta l’incontro dei Paesi produttori (Opec e non) a Doha, in Qatar, previsto per domenica, durante il quale si discutera’ di una eventuale riduzione della produzione per sostenere i prezzi.

Tuttavia, come sottolineano gli analisti di Saxo Bank, i prezzi si mantengono sopra le media mobile a 200 giorni per la prima volta dal crollo delle quotazioni a metà 2014 (vedi grafico sotto).

Il greggio è appesantito dai commenti del ministro del Petrolio saudita che hanno ridimensionato le speranze di un accordo coordinato concreto sul congelamento dei livelli di produzione di barili al vertice di domenica 17 aprile a Doha, quando si incontreranno i principali paesi produttori membri dell’Opec e non.

Ali al-Naimi ha cancellato qualsiasi speranza di una riduzione dei barili prodotti dopo il vertice di Doha: “Dimenticatevi di questo argomento”, ha dichiarato al quotidiano saudita al-Hayat.

Secondo l’IEA anche se verrà deciso un congelamento della produzione al meeting in Qatar, questo avrà un impatto limitato sull’offerta di petrolio. Per un cambiamento della situazione servirebbe un taglio. Anche Goldman Sachs è dello stesso parere. Secondo la banca anche nel caso di un’intesa su un congelamento coordinato, il mercato non verrà riequilibrato e le scorte di barili rimarranno in eccesso.