Fuga dei capitali privati dall’economia

23 Febbraio 2016, di Daniele Chicca

NEW YORK (WSI) – La velocità della moneta scende di pari passo con la salita dell’ammontare di denaro stampato dalle banche centrali. Questo è vero in particolare negli Stati Uniti. Fino a settembre 2008, quando la crisi finanziaria è scoppiata, la somma di denaro iniettato nell’economia aumentava in modo graduale (linea blu nel grafico sotto). Poi c’è stato il balzo improvviso a cavallo tra il 2008 e il 2009, a cui è seguito un periodo di ascesa continua.

La velocità della moneta è un modo come un altro per misurare come l’economia sta andando. È anche uno dei dati più importanti tra quelli monitorati dalle banche centrali. Janet Yellen ci darà un’occhiata probabilmente ogni minuto. Questo perché dice quanto velocemente la moneta circola in un’economia, dando un’idea del suo stato di salute. Più circola rapidamente, più vuol dire che l’economia sta crescendo e viceversa.

Come mai la velocità del denaro in circolazione (linea rossa) sta calando progressivamente dal 2008, nonostante i fiumi di dollari, euro, sterline e yen iniettati nel sistema e le misure straordinarie intraprese dai banchieri centrali e dai governi?” si chiede Keith Dicker di IceCap asset Management nel suo outlook di febbraio intitolato “Viaggio al centro della Terra”.

La risposta è molto semplice: è in atto una fuga dei capitali dei privati, a cui evidentemente le manovre correttive dei governi e quelli espansive monetarie attuate negli ultimi otto anni non ispirano fiducia. Motivo per il quale stanno ritirando i loro soldi dall’economia per invece mettere il più possibile risparmi da parte.  

Come si vede nel ‘bersaglio’ sopra riportato in tempi di buona crescita dell’economia i capitali privati tendono ad andare verso lidi meno sicuri ma che offrono ritorni da investimento maggiori, come i mercati in via di Sviluppo di India e Russia. In tempi difficili caratterizzati da turbolenze, avviene solitamente il contrario. I cambi di direzione non vengono annunciati in diretta televisiva o dai grandi media mainstream. Ultimamente migliaia di miliardi di dollari sono in fuga dalla Cina per un motivo molto chiaro: perché gli investitori vogliono evitare di subire perdite.

Le banche centrali sembrano non avere la minima idea del rischio che questo comporta e del sistema malsano e distorto creato da anni di denaro facile. Sono ancora convinti probabilmente che i loro tentativi di stimolare la crescita e ravvivare l’inflazione funzioneranno. Visto dove si trovano i tassi del Pil e dei prezzi al consumo, ci vorrebbe un defibrillatore per rianimarli.

Quando le misure di stimolo non funzionano, la risposta dei banchieri è sempre la stessa: rincarare la dose finché i loro sforzi non si trasferiscono nell’economia reale. Val la pena citare Albert Einstein, il quale era convinto che la pazzia fosse fare la stessa cosa a oltranza aspettandosi di ottenere risultati diversi.

Fonte: IceCap Asset Management