Ftse Mib volatile insieme a indici Usa, nel finale +0,69%

1 Settembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Milano – Inizi di settembre all’insegna dell’ottovolante, con gli indici che tornano a essere volatili, sulla scia di Wall Street, e in attesa di segnali di chiarimento da parte della Fed.

Il Ftse Mib, che nella giornata di oggi ha oscillato tra -1% fino a +1%, chiude così la sessione con un rialzo limitato allo 0,69% in attesa, come le altre piazze finanziarie europee, del dato cruciale relativo al rapporto sull’occupazione Usa, che sarà reso noto domani, alle 14.30 ora italiana.

Nel finale, sul Ftse Mib, cambiano di nuovo direzione alcuni titoli bancari. Unicredit vira in rosso con -0,85, Ubi Banca riduce i guadagni e fa +0,23%, Banco Popolare negativa con -0,50%, MPS -1,17% e Intesa SanPaolo positiva con +1,41%.

Andamento schizofrenico per il settore, anche se bisogna dire che né Unicredit e né Intesa hanno scontato più di tanto la “cacciata”, a partire dal prossimo 19 settembre, dall’indice delle blue chip europeo Stoxx 50. Rialzi invece soprattutto per Tod’s (+6% circa), Saipem (+5,10%), Mediolanum +4,99%, Exor +4,95% e Buzzi Unicem (+2,36%).

Occhio alla performance del titolo Fiat, che è stata oggetto di giudizi pesanti da parte di alcuni analisti. In particolare, Citigroup ha tagliato il rating da “buy” a “hold”, dimezzando praticamente il target price da 8,4 a 4,50 euro. Bernstein ha invece rivisto al ribasso il prezzo obiettivo, da 7 a 6 euro. Fiat ha ridotto però considerevolmente le perdite e dopo aver ceduto più del 4%, ha chiuso con -1,66%. Giù anche Pirelli, che era stata sospesa per eccesso di ribasso, e che ha perso il -3,52%.

Retrocedono anche le altre borse europee. Londra è piatta con un -0,07%, Francoforte torna a scivolate dell’1,40%, Parigi -0,05%, Madrid -0,46%.

Nel caso di Piazza Affari, sullo sfondo rimangono l’incertezza continua sulla manovra, i timori sull’economia rinnovati stamane con la pubblicazione degli indicatori dell’attività manifatturiera in Europa, che sono risultati al di sotto delle attese, e l’attesa, appunto, di alcuni dati Usa di importanza cruciale, che culmineranno domani nella pubblicazione del rapporto sull’occupazione.

Stamane si è assistito a una nuova tensione sul mercato dei titoli di stato dei paesi periferici, alimentata anche dal bid to cover altamente deludente dell’asta spagnola. I timori hanno provocato un rialzo per i cds anche sull’Italia.

In ogni caso, secondo quanto riporta Bloomberg, la Bce starebbe ancora acquistando bond italiani. I rendimenti decennali italiani si attestano intanto al 5,156%, ben al di sopra di quelli spagnoli, pari al 5,065%. Lo spread BTP/Bund rimane elevato a 298,4, a un passo dalla soglia di 300 punti base.

Sul fronte valutario attenzione al forte dietrofront dell’euro, che nelle contrattazioni europee ha chiuso sotto quota $1,43, in calo dello 0,87%, a quota $1,4255; la moneta unica ha ceduto anche nei confronti del franco svizzero (-2,08%) a CHF 1,1357 e contro lo yen a JPY 109,6020.(-0,09%).

Sul fronte del mercato delle commodities futures sul petrolio scendono dello 0,15%, a quota $88,68. Giù anche le quotazioni dell’oro scambiate sul Comex, che scendono del 0,32%, a quota $1.825,80 l’oncia.

RAPPORTO UNICREDIT, EVENTI SOCIETARI

FIAT (EUR4,332): sempre più probabile, secondo Bloomberg, lo spostamento della produzione di Suv da Mirafiori agli Usa. Al Lingotto sostengono che non c’è ancora niente di deciso. Citigroup ha tagliato il giudizio sul titolo a ‘hold’ da ‘buy’.

GENERALI (EUR12,58): una fonte vicina al dossier ha riferito che i colloqui con la russa Vtb per la creazione di una joint-venture assicurativa proseguono in modo costruttivo.

MEDIASET (EUR2,698): secondo il Telegraph, Itv starebbe valutando un’acquisizione di Endemol in solitaria e non insieme al Biscione, riporta Finanza & Mercati.