Ftse Mib chiude in calo del 2%, male le banche

19 Agosto 2011, di Redazione Wall Street Italia

Milano – La borsa di Milano recupera dai minimi, aiutata anche dalla performance di Wall Street. Ma il finale è in rosso, con il Ftse Mib che cede il 2% circa, trainato dai cali dei bancari.

Pesanbo le preoccupazioni su una possibile recessione globale, spettro adombrato ieri da un report di Morgan Stanley e oggi da JP Morgan, in parte avvalorato da alcuni deludenti dati macro, in particolare in Usa, ma anche in Germania e Regno Unito.

In generale, il trend rimane negativo in Europa, dopo che un’ondata di sospensioni per eccessi di ribasso ha colpito i titoli di diverse piazze finanziarie. Un trader segnala a Reuters che la scadenza alle 12 delle opzioni sull’Eurostoxx, potrebbe essere stato motivo di “pressione sui corsi”.

Riguardo alle altre borse, Madrid fa -1,83%, mentre Francoforte -1,47%. Parigi torna a cedere l’1,71% e Londra arretra dello 0,70%. L’alta volatilità dei mercati si traduce in brusche virate.

Oltre che da Wall Street, la spinta ribassista viene arginata dalle dichiarazioni del commissario europeo agli affari economici e monetari, Olli Rehn, che ha aperto alla possibilità della creazione di eurobond, che secondo molti esperti sarebbe l’unica fonte di salvezza per l’Europa.

Intanto, dei paesi del G7 solo il Canada ha visto il Pil tornare sui livelli pre-crisi. Tra i Piigs quella messa peggio e’ la Grecia, la cui economia si stima si contrarra’ di circa il 2% l’anno prossimo. Intanto Germania e Francia stanno facendo di tutto per provare a salvare l’area euro e impedire una rottura dell’unione monetaria.

VOCI ACQUISTI BTP DA BCE, SCENDE SPREAD BTP/BUND

Sul fronte dei titoli di stato italiani, il differenziale tra il rendimento dei Btp decennali e i bund tedeschi e’ stabile rispetto ai massimi di questa mattina (293 punti). Al momento e’ sceso a 285 punti. A favorire il calo sono le voci di acquisto di titoli di stato italiani sul mercato secondario da parte della Bce.

Scendono anche gli spread sui titoli di stato spagnoli a 287 punti (in mattinata hanno segnato un massimo a 294 punti). In lieve aumento gli spread sui decennali francesi a 68 punti. I rendimenti a dieci anni italiani sono al 4,957%, inferiori ancora a quelli spagnoli, che viaggiano al 4,984%.

I rendimenti tedeschi viaggiano sempre ai minimi, attorno al 2,103%, dopo aver toccato ieri il minimo degli ultimi undici mesi al 2,03%. Il valore di Bund si allontana così dai massimi toccati in mattinata.

AVVERSIONE AL RISCHIO, NUOVI RECORD PER L’ORO

Avversione al rischio sempre presente, con le quotazioni dell’oro che toccano un nuovo record volando fino a $1.870 l’oncia, per poi ritracciare. “I mercati scontano una totale mancanza di fiducia nella capacità dei politici di riuscire a calmare la situazione”, ha commentato Nader Naemi, strategist per AMP Capital Investors – La paura sta alimentando la paura”.

SETTORI: IN EUROPA SOFFRONO AUTO E BANCHE

Sotto pressione soprattutto il comparto dell’auto, il cui indice europeo è arrivato in mattinata ad arretrare del 3,5%. A Milano rimangono sotto pressione le banche.

Sul Ftse Mib stamane si sono verificate nuove sospensioni al ribasso, che hanno colpito in precedenza titoli come Fiat Industrial e Unicredit. In particolare, Fiat Industrial sconta la nota negativa di Goldman Sachs e si conferma il titolo peggiore, cedendo più del 5%. La banca americana ha ridotto il rating sul titolo a Neutral, tagliando il prezzo obiettivo da 14,40 a 12,80 euro. Vendite anche su Fiat Spa (-3,14%): in questo caso, sempre Goldman ha tagliato il target price, portandolo da 12,90 a 11 euro.

Tra gli altri titoli peggiori del Ftse Mib, Exor (-3,07%), ma soprattutto le banche, con Intesa SanPaolo (-4,43%), Unicredit (-4,76%), il cui titolo continua a rimanere sotto 1 euro, e Ubi Banca (-3,99%); giù tra i bancari anche MPS (-0,53%) e Banco Popolare (-1,25%). Nonostante il trend accentuato al ribasso, gli investitori non disdegnano tuttavia qualche acquisto sui titoli più a buon mercato. In controtendenza Popolare Milano, che si mette sotto i riflettori balzando del 4,50%; altri titoli positivi sono Finmeccanica (+4,16%), Fondiaria (+2,92%), Mediaset (+2,78%) e Terna (+1,82%). Tra i titoli del lusso, da segnalare il -5% di Tod’s.

EURO E PETROLIO RIALZANO LA TESTA

Sul fronte valutario l’euro chiude in rialzo sopra $1,44 nei confronti del dollaro; la moneta unica cede invece contro il franco a CHF 1,1316 (-0,48%). Euro/yen stabile a 109,79 (+0,14%), mentre il dollaro/yen tocca i minimi storici sotto quota 76.

In ambito di mercati energetici, i futures sul petrolio, dopo aver registrato un forte tonfo, crollando del 3,34% a quota 79,630, ora sono positivi e riagguantano anche la soglia degli $82 al barile.