Franco: anche il governo si muove, intervento da $1,9 miliardi

17 Agosto 2011, di Redazione Wall Street Italia

Roma – Con il deterioramento della crisi del debito in Europa e negli Stati Uniti, insieme al protrarsi di dati deboli sull’andamento della crescita economica globale, nelle ultime settimane è cresciuta l’attenzione degli investitori verso asset rifugio, in particolar modo oro e franco svizzero.

La valuta elvetica ha così subito un forte apprezzamento contro dollaro ed euro, apprezzamento che ha già spinto la Banca centrale svizzera ad intervenire nel mercato valutario. Ma questo non è bastato a contenere l’andamento.

Ecco allora che, per mitigare gli effetti negativi di una valuta forte su piccole e medie attività imprenditoriali, il governo della Svizzera starebbe pensando di introdurre un pacchetto da CHF1,5 miliardi ($1,9 miliardi), secondo quanto riporta il quotidiano TagesAnzeiger.

Tra le misure selezionate ci saranno delle esenzioni dal versamento della previdenza sociale per un anno, scrive il giornale. Questo dovrebbe ridurre il peso erariale per le società per circa CHF1,3 miliardi. In aggiunta, verranno versati CHF100 milioni a supporto del settore turismo e CHF100 milioni a supporto del settore tecnologia e innovazione.

Ancora, continuano le speculazioni secondo cui la Swiss National Bank potrebbe introdurre un peg temporaneo tra euro e franco. “Le aspettative parlano di un qualche intervento sul franco svizzero. Questa potrebbe essere una grande notizia per i mercati”, ha detto a Reuters Joseph Capurso, strategista nel valutario per Commonwealth Bank a Sydney.

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Più cauti gli analisti di BNP Paribas riguardo alla possibilità di un peg. “Crediamo che la minaccia (e la possibilità di implementazione) di una qualche forma di controllo sui capitali sia lo scenario più probabile”.

Al momento il franco svizzero guadagna terreno su moneta unica e dollaro. L’euro scambia a CHF1,1324 (-1,33%), mentre il dollaro americano a CHF0,7837 (-1,5%).