FRANCIA, SEQUESTRATO IL RE DEL LUSSO PINAULT

di Redazione Wall Street Italia
31 Marzo 2009 23:53

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(WSI) – Nel tardo pomeriggio parigino, cento lavoratori infuriati hanno preso d’assalto la macchina del miliardario e leader nel mercato del lusso Francois-Henri Pinault. Il manager aveva appena concluso una riunione nella sede del suo gruppo Ppr; dopo un’ora di tensione la Polizia l’ha liberato. Pinault, ultima vittima della reazione dei lavoratori colpiti dalla crisi economica, è uno degli uomini più ricchi di Francia con patrimonio stimato nel 2007 a 14,5 miliardi di euro. È proprietario di un vasto gruppo che va dal marcio Gucci alla casa d’aste Christiès. In Italia possiede tra l’altro Palazzo Grassi a Venezia.

Ma quello di Parigi non è l’unico episodio di frustrazione sul lavoro. In mattinata cinque i dirigenti della Caterpillar France sono stati sequestrati nella sede di Grenoble da un gruppo di dipendenti, che chiedevano di rinegoziare il piano di ristrutturazione aziendale che prevede il licenziamento di 733 persone su un totale di 2.800. Oltre al direttore della sede di Grenoble, Nicolas Polutnick, sono stati ostaggi dei lavoratori anche il direttore del personale, un responsabile del servizio del personale, il responsabile dei prodotti europei e quello della sezione acquisti.

I dipendenti hanno chiesto in particolare un’indennità di licenziamento pari a tre mensilità per ogni anno di anzianità, con un tetto massimo di 30mila euro, così come la non dismissione degli impianti: l’azienda propone invece un’indennità fissata al 60% della mensilità con un tetto massimo di 10mila euro. Polutnick da parte sua ha spiegato ai giornalisti – fatti passare dai dipendenti – che un piano di ristrutturazione è un «procedimento complesso» e che senza la libertà di movimento sarà difficile poter arrivare a un negoziato; alla domanda se fossero sotto sequestro, ha risposto: «Tiratene le conclusioni che volete».


La caccia al manager comincia a essere un vero a proprio fenomeno in un’Europa scossa dalla crisi finanziaria. Non si tratta certo di un caso senza precedenti in Francia: solo il 12 marzo scorso l’amministratore delegato della Sony francese era stato virtualmente sequestrato dai dipendenti e costretto a passare la notte nella fabbrica di Pontonx-sur-l’Adour, che chiuderà ad aprile; e non si può evitare di notare come nelle ore immediatamente successive sia stato concluso un accordo che migliorava sensibilmente le condizioni di allontanamento dei lavoratori. Il 23 marzo era invece toccato al direttore dello stabilimento della 3M di Pithiviers, liberato dei giorni dopo dietro l’impegno a riprendere i negoziati sulle condizioni di allontanamento di 110 dipendenti il prossimo primo aprile.


Azioni causate dalla grave situazione di crisi e che per la maggior parte dei sindacati sono «legittime»: «Non dico di approvarle, ma mettetevi nei panni di questi lavoratori che non hanno nulla da perdere», sottolineava un rappresentante di Force Ouvriere, mentre Cgt e Solidaires facevano notare come «la violenza fatta ai dipendenti vittime di un licenziamento è ben più grave». Il governo di Parigi non ha finora criticato quanto accaduto e ha anzi definito «scandalose» le riduzioni del personale decise da molte aziende e giustificate con le necessità di tagliare i costi dettate dalla crisi.

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